Mercoledì 17 Aprile 2024

La storia della foto di Shani Louk, la ragazza-simbolo della strage di Hamas del 7 ottobre

Lo scatto choc del corpo martoriato della giovane israeliana ha vinto il premio ‘Pictures of the year’. Polemiche in Israele e sui social. Il padre: “È una delle immagini più importanti degli ultimi 50 anni”

Bas meets relatives of Germans kidnapped by Hamas

Bas meets relatives of Germans kidnapped by Hamas

Roma, 30 marzo 2024 – Un prima e un dopo immortalati in due scatti segnati da un evento drammatico che ha sconvolto (ancora una volta) la storia di due popoli: israeliani e palestinesi. Nel primo, Shani Louk sorride alla camera. E’ una giovane ragazza israeliana di nazionalità tedesca. Capelli corvini da cui appare qualche meches bionda, un filo di trucco e qualche piercing a punteggiare il volto. A Tel Aviv faceva la tatuatrice. Dopo l'attacco di Hamas contro Israele dello scorso 7 ottobre, Nissim Louk ha condiviso con il mondo la foto di sua figlia, quando ancora era viva la speranza di riabbracciarla dopo che era scomparsa in una nuvola di polvere rossa alzata dai pneumatici dei furgoni dei miliziani palestinesi. Poi la scoperta documentata da una foto: il corpo nudo e martoriato di sua figlia gettato nel retro di un pick-up. Strappata alla vita mentre ballava al Super Nova Festival, vicino al kibbutz Rèim nel deserto del Negev, al fianco del suo ragazzo messicano e insieme a tanti altri ragazzi e ragazze.

Quello scatto, che documenta una delle prime morti violente che hanno dato il via alla macchina della guerra tra Israele e Hamas, ha vinto il premio ‘Pictures of the year’ (‘Foto dell’anno’), gestito dal Donald W. Reynolds Journalism Institute alla Missouri School of Journalism. Questo è solo il primo scatto vincitore di una raccolta di 20 foto della guerra Israele-Hamas scattate dai fotografi dell’Associated Press (AP). 

La raccolta è stata pubblicata sui social e ha subito attirato molteplici critiche: alcuni utenti, infatti, sostengono che il fotografo e l’agenzia abbiano mancato di rispetto alla vittima e alla sua famiglia scattando foto angoscianti e vincendo un premio per averle mostrate. Altri sottolineano il fatto che l’autore dello scatto sia stato accusato da Israele di essere stato ‘embedded’ con Hamas (ovvero di essere stato preallertato dell’attacco avendo così l’occasione di scattare la foto con altri tre colleghi). Contro di lui infatti è in corso una causa, anche se il reporter ha sempre negato ogni tipo di accusa. 

Nonostante le polemiche, il padre di Shani su Ynet ha detto: “E’ una delle immagini più importanti degli ultimi 50 anni”.