Roma, 8 maggio 2021 - È attualmente previsto alle 4.32 di domenica 9 maggio il rientro nell'atmosfera del secondo stadio del razzo cinese Lunga Marcia 5B. Secondo il sito Space-Track, sulla base dei dati del Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America (Norad), l'incertezza è ridotta attualmente a un'ora. La finestra temporale ipotizzata adesso per il rientro si è ridotta attualmente di altre due ore, dalle 3.04 alle 5.04 italiane. L'area in cui potrebbe avvenire il rientro corrisponde al Nord Atlantico, compresa fra 41,6 gradi di latitudine e 350,7 gradi di longitudine.

Razzo cinese, caduta nell'oceano Indiano. Nessun impatto di frammenti sull'Italia

Secondo i dati dell'organizzazione europea per la sorveglianza spaziale Eusst (EU Space Surveillance and Tracking) il razzo Lunga Marcia 5B sta cadendo verso la Terra mentre ruota velocemente su se stesso.

Sempre secondo la Eusst è giudicato "improbabile" il rientro in un'area abitata. "La maggior parte della superficie terrestre è coperta dall'oceano o da aree disabitate - ha  riportato l'Eusst -, quindi la probabilità statistica di un impatto sul suolo nelle aree popolate è bassa".

Razzo cinese fuori controllo e in caduta: cosa sappiamo

Sulla base degli ultimi dati forniti dalla Agenzia Spaziale Italiana (Asi) durante il nuovo incontro del tavolo tecnico presieduto dal Capo Dipartimento Fabrizio Curcio, sono scese a due le traiettorie che potrebbero interessare alcuni settori di nove regioni centro-meridionali italiane.

Razzo cinese, i frammenti potrebbero finire su 9 regioni italiane

Il Dipartimento della Protezione civile, insieme ai centri di competenza, prosegue nel monitoraggio delle possibili traiettorie del razzo cinese. Il tavolo tecnico continuerà a seguire l'evolversi della situazione in tempo reale. La probabilità che uno o più frammenti possano cadere sul nostro territorio rimane estremamente bassa.

Protezione civile: cosa fare 

Il Comitato Operativo della Protezione Civile consiglia di stare al chiuso e non in luoghi aperti, dal momento che "è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici". Pesa 22 tonnellate, è lungo 30 metri e largo 5, nella discesa alla velocità di 18mila chilometri orari si disintegrerà in vari detriti, ma anche qui le probabilità che restino frammenti di rilievo sono scarse. Ma se dovesse succedere ecco alcune indicazioni utili alla popolazione affinchè adotti responsabilmente comportamenti di auto protezione: evitare di stare all'aperto, e anche se è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, si consiglia di stare lontani dalle finestre e porte vetrate.

I frammenti schiantandosi sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, o perforarli, come i solai sottostanti: quindi se non si hanno informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, restano più sicuri i piani più bassi degli edifici. 

Nel corso dell'eventuale impatto negli edifici in muratura le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti sono più sicure, negli edifici in cemento armato restare in vicinanza delle colonne e in vicinanza delle pareti. E' difficile che i frammenti più piccoli siano visibili prima dell'impatto. Nel caso si trovassero alcuni frammenti si consiglia, in linea generale, di non toccarli e di mantenendosi a una distanza di almeno 20 metri, e segnalarlo immediatamente alle autorità.

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