Il lancio di  Long March 5B avvenuto il 29 aprile
Il lancio di Long March 5B avvenuto il 29 aprile

Roma, 9 maggio 2021 - La tensione scesa poco dopo le 5 di mattina. Il razzo cinese Lunga Marcia 5B è rientrato nell’atmosfera sull’Oceano Indiano, in un’area vicina alle isole Maldive. Lo ha reso noto l’agenzia spaziale cinese (Cnsa). Gran parte del relitto di 18 tonnellate si è disintegrata al contatto con l'atmosfera, poco dopo le 4 del mattino (ora italiana). Ma alcune parti sono cadute a 72,47 gradi di longitudine est e 2,65 gradi di latitudine nord. La conferma è arrivata poi anche dai dati del Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America (Norad). Disattese, quindi, le stime iniziali, che indicavano il Nord Atlantico come probabile punto di rientro, poi il bacino del Mediterraneo, mentre sono stati confermati i limiti della finestra temporale prevista, che andava dalle 3,11 alle 5,11 italiane. 

Nessun impatto di frammenti sul territorio italiano: nella notte le tre traiettorie che avrebbero potuto, con una "remota possibilità", interessare nove regioni del Centro-Sud erano già state escluse e il capo Dipartimento della Protezione civile, in accordo con Asi, aveva dichiarato concluse le attività operative.

Il razzo Lunga Marcia 5B

Il razzo vettore Lunga Marcia 5B aveva portato giovedì nello spazio il modulo centrale Tianhe (Heavenly Harmony) della futura stazione spaziale cinese. La grandezza dell'oggetto, lungo 30 metri, e la velocità a cui viaggiava, 28mila chilometri all'ora, avevano spinto ad attivarsi tutti i più importanti servizi di vigilanza spaziale nel mondo, dal Pentagono al servizio di monitoraggio e sorveglianza spaziale dell'Unione europea (Eusst). Gli Usa avevano fatto sapere che non avevano intenzione di disintegrarlo per impedirgli di nuocere. Proprio l'agenzia europea Eusst aveva avvertito già venerdì che i detriti del razzo sarebbero caduti in una regione della Terra coperta per la maggior parte dall'oceano o comunque in un'area disabitata, e che la probabilità statistica di un impatto al suolo in aree popolate era basso.

Da parte sua, la Cina, molto discreta sulla questione, aveva assicurato che era "altamente improbabile" che i resti del razzo causassero danni e che era più plausibile che il razzo vettore si disintegrasse al contatto con l'atmosfera. Alcuni organi di stampa cinesi si erano spinti oltre, accusando la stampa internazionale di sensazionalismo, "esagerazioni che cercano solo di screditare" il gigante asiatico.

Gli antecedenti

Ma esperti statunitensi avevano criticato il fatto che il programma spaziale cinese consentisse il rientro incontrollato di un razzo così grande. Del resto, non è la prima volta che una sonda cinese si trova nel mirino dei servizi di sorveglianza spaziale di tutto il mondo. Nel 2020, i detriti di un altro razzo Lunga Marcia si schiantarono in una zona di villaggi della Costa d'Avorio, causando danni ma per fortuna nessun ferito. Il laboratorio spaziale Tiangong-1 - dismesso dal 2016 e che vagava in maniera incontrollata nello spazio- si disintegrò al rientro nell'atmosfera nel 2018 (e le autorità cinesi hanno sempre negato di aver perso il controllo del veicolo).

Programma spaziale cinese

La Cina ha investito diversi miliardi di dollari nel suo programma spaziale a cui tiene molto: ha inviato il suo primo astronauta nello spazio nel 2003 e una sonda cinese è atterrata sul lato opposto della Luna nel 2019, una prima mondiale. L'anno scorso, gli scienziati cinesi hanno riportato sulla Terra campioni dalla Luna e hanno completato Beidu, il sistema di navigazione satellitare (concorrente del Gps americano). Nelle prossime settimane, cercherà di posare un piccolo robot su ruote su Marte; e poi c'è il progetto più ambizioso, costruire una base sulla Luna insieme alla Russia.