Il messaggio di Anonymous dopo i fatti di Parigi
Il messaggio di Anonymous dopo i fatti di Parigi

Roma, 17 novembre 2015 - "L’OPERAZIONE anti Isis dopo le stragi di Parigi parte dall’Italia". Gli hacker di Anonymous sono determinati: "Estirperemo il cancro dello Stato Islamico".

Quali sono i vostri obiettivi?

"I profili sui social network dei jihadisti che inneggiano alla violenza. Cerchiamo – ci spiega uno di loro dopo averci invitato su una chat riservata ai giornalisti – di estrapolare informazioni per capire chi sono e rendere note le loro vere identità. Solo a questo punto oscuriamo le macabre immagini che amano diffondere".

Quante persone avete colpito dopo gli attentati?

"Oltre cinquemila".

State cercando informazioni sui terroristi in fuga?

"Sì, se dovessimo trovarle siamo pronti a condividerle in forma anonima con le autorità. Vogliamo fermarli a tutti costi".

E il Califfo?

"Rientra tra i nostri obiettivi. Se scoprissimo dove si trova, dopo aver avvertito chi di dovere, pubblicheremo la sua posizione".

Sembra che i terroristi abbiano usato le chat della Playstation 4 per scambiarsi informazioni. Sono davvero così difficili da monitorare?

"Sì, per il semplice fatto che sono state fatte poche ricerche sulle consolle. Ora sicuramente ci daremo da fare anche su questo versante: noi agiamo quando vengono violati diritti umani".

Domenica il Cyber Califfato ha hackerato il sito della Regione Abruzzo. Sono molto attivi nel nostro Paese?

"Non sappiamo quanti siano in Italia i loro programmatori. Possiamo solo dire che i loro attacchi non sono frequenti".

L’Isis ha più volte dichiarato che l’Italia è tra gli obiettivi da colpire. Avete scoperto qualcosa?

"Per ora no".

La divisione informatica dello Stato Islamico rappresenta una minaccia?

"Sono sempre stati deboli. Vagano per il web seminando scompiglio. Non hanno un’organizzazione e ognuno fa quel che vuole".

E per quanto riguarda i canali di finanziamento dell’Isis?

"L’operazione Parigi, che ha un profilo internazionale, è stata avviata dagli italiani assieme agli Anonymous di tutto il mondo. Verifichiamo continuamente i collegamenti segnalati ed eventuali piste per abbattere le comunicazioni digitali del Califfato e le fonti finanziarie elettroniche".

Perché l’operazione non è guidata dai francesi?

"Chi tira le fila di questa missione è un italiano che ha forti legami con la Francia. Ha chiesto l’aiuto di tutta la comunità. Arrivano contributi da molti Stati, ma tutti i video che promuovono l’operazione OpParis sono realizzati dagli hacker italiani e pubblicati in tre lingue sul loro canale YouTube. Gli Anonymous transalpini hanno comunque voluto dare vita a una loro missione, ma condividono gli stessi obiettivi. Sosteniamo la Francia con tutto il cuore, i terroristi dello Stato Islamico hanno i giorni contati: non perdoniamo, non dimentichiamo".