Mercoledì 24 Aprile 2024

La Nato mostra i muscoli nel Nord Europa. Via a Nordic Response, maxi esercitazione nell’Artico. Il ruolo dell’Italia

Ventimila uomini, 110 aerei e oltre 50 unità navali. Manovra per simulare la risposta a un attacco da Est, anche se la Russia non viene mai citata per nome, ricorda il quotidiano svedese Svenska Dagbladet

Roma, 3 marzo 2024 – E’ cominciata l’esercitazione Nato nell’Artico denominata Nordic Response 2024, che riunisce 20mila soldati Nato e svedesi, 110 aerei e 50 unità navali fra incrociatori, fregate, sommergibili ed altre imbarcazioni provenienti da 13 Paesi. Durerà fino al 15 marzo. Si tratta di un'operazione propedeutica alla prossima creazione della cosiddetta Brigata artica, ancora più specializzata nei combattimenti al Nord, nel deserto bianco di ghiaccio e neve.

Approfondisci:

Nato, avviso a Putin. Due maxi esercitazioni: manovre anche nel Circolo polare artico

Nato, avviso a Putin. Due maxi esercitazioni: manovre anche nel Circolo polare artico
Approfondisci:

Esercitazione Nato: tutti i numeri delle più grandi manovre dalla guerra fredda

Esercitazione Nato: tutti i numeri delle più grandi manovre dalla guerra fredda

La Svezia con la Nato

"La Nordic Response - scrive oggi il quotidiano Svenska Dagbladet - potrebbe essere la prima esercitazione della Nato a cui la Svezia partecipa come paese dell’Alleanza: si prevede infatti che l'adesione sarà pronta entro una o due settimane". Il giornale aggiunge: "Ciò significherebbe che tutti i paesi nordici apparterrebbero per la prima volta alla stessa alleanza di difesa. L'ambizione è quella di integrarli militarmente per creare un'efficace difesa comune sotto la guida dell'alleanza".

Slovacchia, Fico: “Roma ritira il sistema di difesa Samp/T per necessità. Chi difenderà le nostre centrali nucleari?”

L'esercitazione Cold response in Norvegia nel 2022 (foto Afp)
L'esercitazione Cold response in Norvegia nel 2022 (foto Afp)

Prove di risposta a un attacco russo

Secondo il quotidiano svedese, con la presente esercitazione "la Nato sta testando un centro per le operazioni aeree nordiche allestito per l’esercitazione a Bodo, in Norvegia". Con la Nordic Response inizia “la seconda fase dell'esercitazione Steadfast Defender. La prima riguardava il trasporto di rifornimenti ed equipaggiamento militari dagli Stati Uniti attraverso l’Atlantico con un livello di minaccia elevato. I rinforzi aiuterebbero l’Europa a difendersi da un attacco da Est. Tuttavia, la Russia non è citata per nome", precisa.

Il ruolo dell’Italia

L'Ambasciatore d'Italia a Oslo Stefano Nicoletti si è recato a fine febbraio a Harstad, dove l'incrociatore portaeromobili ‘Garibaldi’ e la nave ‘San Giorgio’ della nostra Marina Militare si stavano preparando a prendere parte all'esercitazione militare.

In uno scenario così complesso, è di rilievo il ruolo assegnato proprio a un ammiraglio italiano, il contrammiraglio Valentino Rinaldi, quale comandante della Forza Anfibia multinazionale durante l'esercitazione. Il contrammiraglio Rinaldi ha partecipato a numerose operazioni, tra le quali spiccano il comando dell'operazione Mediterraneo Sicuro e la partecipazione all'esercitazione Cold Response 2022, la più grande in ambito Nato svolta nel Mar di Norvegia. A bordo della nave San Giorgio vi è la Brigata Marina San Marco, un'unità della Marina Militare Italiana specializzata in operazioni anfibie e costiere.

Si tratta di operazioni molto complesse e articolate, che coinvolgono l'uso coordinato di truppe terrestri, forze navali, mezzi anfibi e talvolta di supporto aereo. Le operazioni anfibie possono includere il trasferimento di truppe e materiali, attacchi o evacuazioni in zone costiere, oppure operazioni di sorveglianza in mare per garantire la sicurezza delle rotte marittime e di obiettivi terrestri. Gli 800 militari italiani che si trovano a bordo delle due unità navali italiane sono guidati, sotto l'egida del contrammiraglio Valentino Rinaldi, dal contrammiraglio Massimiliano Grazioso, comandante della Landing Force e comandante della Brigata Marina San Marco, dal contrammiraglio Michele Orini, comandante della Terza Divisione Navale e dell'Amphibious Task Group mentre a terra operano truppe di Alpini al comando del colonnello Massimiliano Frassero, comandante del 2° Reggimento Alpini.