Martedì 16 Aprile 2024

Meloni in missione da Biden: “Chico Forti torna in Italia”. Da 24 anni è in cella negli Usa

Colloquio di oltre un’ora col presidente americano. Piena sintonia sulle sanzioni contro Mosca, “incrollabile sostegno a Kiev”. Poi l’annuncio sull’ex campione di windsurf. All’ergastolo per omicidio, sconterà la pena nel nostro Paese

Washington, 2 marzo 2024 – Messo in agenda all’ultimo momento, Giorgia Meloni chiude il viaggio a Washington per recarsi in Canada, tappa programmata da tempo, con un risultato tangibile. 

Giorgia Meloni ha incontrato Joe Biden
Giorgia Meloni ha incontrato Joe Biden

La liberazione dalle prigioni della Florida di Chico Forti: l’ex campione di windsurf condannato all’ergastolo nel 2000 per omicidio premeditato sconterà la pena in Italia. "Dopo 24 anni di detenzione negli Stati Uniti è stata firmata l’autorizzazione al trasferimento in Italia di Chico Forti; un risultato frutto dell’impegno diplomatico di questo governo, della collaborazione con lo Stato della Florida e con il governo degli Stati Uniti che ringrazio", annuncia visibilmente soddisfatta la premier in un video diramato appena avuta la notizia (le 12 ora locale), prima di entrare nella Casa Bianca e non in una conferenza stampa. Già, c’è un piccolo giallo sull’incontro con i giornalisti annullato dalla premier: alcuni sospettano per evitare domande scomode su Mattarella.

Resta il fatto che il rimpatrio di Forti è una richiesta che l’Italia avanzava da tempo, resa possibile dal passo indietro del governatore Ron DeSantis nella corsa alla Casa Bianca ma anche dagli ottimi rapporti che si sono creati tra il presidente americano democratico e la premier. "Giorgia ed io siamo grandi amici – conferma Joe Biden durante il colloquio di un’ora nello studio ovale –. Le ho cantato ‘Giorgia on my mind’". Inutile dire che per Meloni – accompagnata anche in questo viaggio dalla figlia Ginevra – il risultato è particolarmente importante in un momento in cui la credibilità della diplomazia italiana era messa in discussione dal caso Ilaria Salis. Paradossalmente, le difficoltà arrivano dal capo di Stato a lei per molti versi più vicino, l’ungherese Orban.

"Sono contento che tu sia tornata negli Stati Uniti", esordisce il presidente americano, prima di ascoltare Meloni che elenca le priorità del G7 a presidenza italiana. In cima c’è l’Africa, da "sostenere" anche "per mettere fine alle migrazioni illegali e al traffico di essere umani: è diventata l’attività finanziaria criminale più redditizia". Il capitolo immigrazione per entrambi è cruciale sul versante interno. Va da sé che gran parte del colloquio è dominato dalla crisi mediorientale, a poche ore dall’uccisione di decine di palestinesi durante la consegna di aiuti nel Nord di Gaza. Meloni è netta: "Dobbiamo coordinare le azioni per evitare una escalation. Noi sosteniamo pienamente lo sforzo di mediazione degli Stati Uniti". Parole che sono miele per le orecchie dell’alleato. In prospettiva, chiosa Giorgia "bisogna arrivare a garantire due Stati ai due popoli".

C’è sintonia anche sul Mar Rosso, teatro di altre tensioni, per in cui entrambi ribadiscono la necessità di difendere "il diritto di navigazione". E anche sull’Ucraina: Biden ringrazia la premier per il suo "incrollabile sostegno" a Kiev. L’Italia ha appoggiato anche le sanzioni alla Russia, dossier su cui gli Usa premono per destinare alla ricostruzione dell’Ucraina i fondi detenuti dalla banca centrale russa all’estero. "Un altro incontro per confermare una solida amicizia e cooperazione", il saluto di Biden. Insomma: la tradizione esce rafforzata da questo colloquio coronato dal risultato anche simbolico raggiunto con il rimpatrio di Forti. Un quadro che la premier ha tutto l’interesse a vedere immutato nei prossimi anni. Alla domanda su chi speri che vinca alle elezioni per ovvi motivi non può rispondere, ma ci vuole poco a capire che non tifi per uno apparentemente vicino come Trump ma per uno agli antipodi come Biden.