Il premier inglese Boris Johnson, 56 anni, con la fidanzata Carrie Symonds, 33 anni
Il premier inglese Boris Johnson, 56 anni, con la fidanzata Carrie Symonds, 33 anni
Boris Johnson finora sembra essere "a prova di bomba", come ha titolato il quotidiano online Byline Times. Nonostante gli scandali sulla carta da parati (chi ha pagato la fattura iniziale per il rinnovo trendy e carissimo dell’appartamento a Downing Street?) e sulla nanny del figlioletto Wilf (chi ha pagato per la tata del piccolo avuto con la fidanzata Carrie Symonds?), Johnson ha stravinto alle elezioni amministrative della scorsa settimana, e rimane popolarissimo in tutto il Paese. Non ci si aspetta quindi molto dall’ultima investigazione parlamentare, che ha preso di mira la vacanza del premier a Mustique nel 2020, con la compagna...

Boris Johnson finora sembra essere "a prova di bomba", come ha titolato il quotidiano online Byline Times. Nonostante gli scandali sulla carta da parati (chi ha pagato la fattura iniziale per il rinnovo trendy e carissimo dell’appartamento a Downing Street?) e sulla nanny del figlioletto Wilf (chi ha pagato per la tata del piccolo avuto con la fidanzata Carrie Symonds?), Johnson ha stravinto alle elezioni amministrative della scorsa settimana, e rimane popolarissimo in tutto il Paese. Non ci si aspetta quindi molto dall’ultima investigazione parlamentare, che ha preso di mira la vacanza del premier a Mustique nel 2020, con la compagna Carrie (33 anni, di 23 anni più giovane di lui). Chi avrebbe pagato per il soggiorno nell’isola delle Grenadine, nei Caraibi, resa famosa dalla principessa Margaret (sorella della regina d’Inghilterra), costato un minimo di 15mila sterline?

Perché una cosa sembra chiara, nell’offuscamento generale, ed è che non sarebbe stato Boris, le cui finanze sarebbero a terra nonostante il lauto stipendio da premier e tutti i diritti in entrata dai suoi libri. Sono interessatissimi a scoprirlo soprattutto i laburisti, che sono in piena lotta fratricida all’interno del partito dopo un’altra catastrofe alle elezioni, e che continuano a lanciare attacchi al premier, senza apparentemente scalfirne affatto la popolarità. Sir Keir Starmer e il suo team (o quel che rimane) vorrebbero soprattutto capire chi sono tutti questi benefattori che si occupano delle spese del premier e cosa ricevono in cambio per i loro contributi pecuniari.

Perché se si dovesse scoprire che gli stessi donatori avessero avuto in cambio, per dire, contratti d’oro durante la pandemia (c’è già un’inchiesta in ballo) o altri vantaggi simili, Johnson potrebbe forse cominciare a vacillare. Angela Rayner, vice leader dei laburisti (appena sopravvissuta a un rimpasto maldestro di Starmer) ha dichiarato: "Johnson deve finirla di usare l’ufficio del primo ministro come un’opportunità per sovvenzionare il suo stile di vita lussuoso e per arricchire i suoi amici. Vogliamo capire come tutta questa generosità è stata ricompensata".

Le regole richiedono che il premier (e qualsiasi altro parlamentare) debba dichiarare ogni donazione superiore al valore di 300 sterline. La vacanza a Mustique è costata un minimo di 15mila e Johnson al tempo l’avrebbe dichiarata, facendo il nome di David Ross (co-fondatore di Carphone Warehouse, una grossa catena di telefonia mobile). Inizialmente però, David Ross ha negato di aver avuto a che fare con la vicenda, per poi ravvedersi e confermare di aver "facilitato" il soggiorno del premier e di Carrie nella propria sontuosa e privatissima villa Indigo a Mustique. Johnson quindi avrebbe dichiarato correttamente il "beneficio in natura" di Ross, fanno sapere a Downing Street, ma secondo i laburisti c’è ancora qualcosa sotto.

In ogni caso, se Johnson dovesse risultare "colpevole" di aver dichiarato il tutto in modo errato, al massimo può prendersi una sgridata dal parlamento, l’ordine di scusarsi in aula o, proprio se vogliono punirlo duramente, una sospensione di qualche giorno dalla camera dei comuni. La ’smoking gun’, la pistola fumante, ancora non c’è per sperare di farlo fuori politicamente.