il principe saudita Mohammed bin Salman e Jeff Bezos (Ansa)
il principe saudita Mohammed bin Salman e Jeff Bezos (Ansa)

Roma, 21 gennaio 2020 - Il cellulare di Jeff Bezos, proprietario di Amazon ed editore del Washington Post, sarebbe stato "hackerato dal principe ereditario saudita" Mohammed Bin Salman. Lo rivela un'inchiesta del Guardian, secondo cui il telefonino sarebbe stato 'piratato' dopo aver ricevuto un messaggio WhatsApp apparentemente inviato dall'account personale del principe. Il tutto sarebbe successo nel 2018, cinque mesi prima dell'omicidio del giornalista oppositore saudita Jamal Khashoggi, collaboratore del quotidiano Usa.

Il regime saudita aveva già negato in passato di aver preso di mira il telefono di Bezos, ma il quotidiano britannico fornisce ora nuovi dettagli sui risultati di un'analisi digitali sul cellulare del magnate. I periti ritengono "altamente probabile" che nel messaggio, partito da un numero in uso a Mohammed Bin Salman e contenente un video, si annidasse un malware capace di carpire immediatamente una quantità di dati, che il Guardian afferma di non essere in grado di precisare.

La rivelazione del quotidiano britannico getta nuove ombre sul caso del giornalista Khashoggi, ucciso nel consolato saudita di Istanbul nell'ottobre 2018. L'Arabia Saudita ha sempre sostenuto che l'omicidio di Khashoggi - per il quale era finito nel mirino il regime di fatto guidato dal principe ereditario - fosse il risultato di una "operazione canaglia". Lo scorso dicembre, un tribunale saudita ha infatti condannato otto persone che sarebbero coinvolte nell'omicidio dopo un processo a porte chiuse criticato dai difensori dei diritti umani.

Il fondatore di Amazon, dal canto suo, aveva accusato i sauditi di averlo "intercettato" e di essere dietro alla pubblicazione di dettagli della sua vita privata da parte del National Enquirer, come la relazione segreta con la conduttrice tv Lauren Sanchez. Da quella vicenda è poi scaturita l'analisi del suo cellulare.