Medio Oriente, la diplomatica degli Usa: "Serve uno Stato palestinese"

La sottosegretaria Barbara Leaf : "Obiettivo soluzione duratura. Non si ripeta un altro 7 ottobre"

Roma, 2 febbraio 2024 – “La pace, la stabilità e la sicurezza per Israele e per i palestinesi verranno solo da un percorso che porti alla creazione di uno stato palestinese. E questo è quello che ci siamo impegnati a fare". Così Barbara Leaf, Assistente Segretario di Stato per gli Affari del Vicino Oriente nell’amministrazione Biden, ex membro del National Security Council della Casa Bianca e già ambasciatrice negli Emirati Arabi Uniti.

Guerra Israele-Hamas (Ansa)
Guerra Israele-Hamas (Ansa)

Sottosegretario Leaf, il Medio Oriente sembra in una situazione senza uscita. Come intendete provare a risolverla?

"Ho passato quasi tutta la mia vita lavorando nella regione e non ho mai dovuto fronteggiare le sfide che ci si presentano oggi. Dal 7 ottobre sono stata sei volte nella regione e sto per tornarci. Il mio impegno, quello del segretario Blinken e degli Stati Unti è di favorire una soluzione duratura: non solo trovare il modo di porre fine a questo conflitto, ma costruire una strada che elimini le cause dell’instabilità dando garanzie di sicurezza a Israele e ai palestinesi".

La famosa soluzione a due stati, che oggi sembra un vero miraggio?

"È questo il difficile: creare il percorso verso la soluzione a due stati. Ma è il solo modo. Come Stati Uniti siamo impegnati più che mai a trovare il giusto percorso".

Questo in prospettiva, a Quale è la vostra agenda a breve, su Gaza?

"Le nostre priorità nell’immediato sono innanzitutto migliore la situazione umanitaria Gaza, il che significa aumentare l’aiuto alla popolazione e far sì che vengano prese tutte le misure per proteggere le vite dei civili. Seconda grande priorità è l’immediato rilascio degli ostaggi. Vogliamo poi assicurarci che un 7 ottobre non possa ripetersi e che il conflitto non si espanda. Sono obiettivi complicati, in particolare l’ultimo è reso complicato dalle azioni destabilizzanti prese dall’Iran".

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"Gli irresponsabili attacchi da parte degli Houthi non sono solo un attacco alla libertà di navigazione ma agli stessi stati del Medio Oriente, per quali le rotte marittime sono essenziali per la loro economia. Per questo abbiano una crescente coalizione di paesi che sta mettendo in atto una pressione politica, diplomatica e militare sugli Houthi perché interrompano i loro attacchi. E noi continueremo questa pressione fino a che non smetteranno".

Quale è la vostra posizione sulla vicenda delle accuse a 12 membri della missione Onu a Gaza, l’Unrwa, di aver partecipato all’attacco del 7 ottobre?

"Per il governo americano è una questione estremamente seria sulla quale va fatta urgentemente chiarezza. Il segretario generale delle Nazioni Unite ha promesso una inchiesta indipendente e a nostro avviso è critico che l’inchiesta venga fatta il più celermente possibile, anche perché oggi non c’è alternativa a Gaza al lavoro che l’agenzia fa. Non abbiamo avuto altra scelta che sospendere i nostri fondi per la gravità delle accuse, ma ci auguriamo che venga data prima possibile una risposta chiara su questa vicenda e che ci venga assicurato che non potrà risuccedere".