Tel Aviv, 17 maggio 2020 - Trovato senza vita l'ambasciatore cinese in Israele, forse ucciso da un infarto, ma la polizia indaga. Il corpo di Du Wei era nel suo letto nella casa quartiere di Herzliya di Tel Aviv, a trovarlo senza vita personale della sua residenza. Il cadavere non presentava segni di violenza sul suo corpo, e si ritiene probabile l'attacco cardiaco, ma gli investigatori hanno comunque avviato un'inchiesta perchè in tempo di pandemia la morte di un funzionario cinese, di soli 58 anni, insospettisce. 

Il diplomatico, sposato e padre di un figlio, era giunto in Israele a metà febbraio, ma aveva dovuto aspettare quindici giorni in quarantena, per poi ricevere le credenziali a fine marzo. La sua famiglia in questi giorni non è Israele.

Di recente aveva protestato per le accuse mosse alla Cina dal segretario di Stato americano, Mike Pompeo, durante la sua visita di 2 giorni in Israele. Pompeo aveva puntato il dito su Pechino accusandola di utilizzare i suoi investimenti in Israele come minacce, sostenendo che la Cina stava nascondendo informazioni sull'epidemia. 

Wei aveva subito rispoto: "Pompeo da tempo considera prodotti e investimenti cinesi come rischi per la sicurezza senza produrre prove a sostegno delle sue acccuse. Confidiamo che i nostri amici ebrei non solo siano in grado di sconfiggere il coronavirus ma anche il virus politico e scegliere la linea di azione che serve meglio i loro interessi". L'ambasciatore poi aveva espresso la speranza di un'ulteriore cooperazione con Israele grazie  agli investimenti cinesi nelle infrastrutture israeliane, definendo le relazioni tra due Paesi come 'win-win', in un rapporto di vantaggio reciproco. Infine aveva aggiunto di considerare ridicile le affermazioni che la Cina volesse comprare Israele, visto che l'investimento di Pechino nel Paese "rappresenta solo lo 0,4% per cento degli investimenti della Cina nel mondo". 

Poi aveva difeso il suo Paese dalle accuse di aver nascosto l'epidemia, ricordando che l'esperienza storica dimostra che le pandemie vengono spesso accompagnate "da teorie cospirazioniste e tentativi di cercare capri espiatori. E gli amici ebrei lo sanno bene".