L'imperatore Akihito abdicherà in favore del principe Naruhito (Ansa)
L'imperatore Akihito abdicherà in favore del principe Naruhito (Ansa)

Tokyo, 19 maggio 2017 - C'è aria di cambiamento, nei palazzi imperiali giapponesi. Dopo la principessa Mako, che per amore ha rinunciato ai suoi privilegi di rango, l'imperatore Akihito che decide di abdicare (prima volta in 200 anni) in favore del figlio.
Il parlamento giapponese ha approvato una legge che permetterà all'imperatore di aprire la successione al principe ereditario Naruhito, dando vita alla prima abdicazione di un monarca sul Trono del Crisantemo in circa 200 anni. L'attuale esecutivo prevede l'effettivo passaggio dei poteri nel dicembre del 2018, quando l'imperatore avrà compiuto 85 anni, mentre il nome della 'era' - che tradizionalmente accompagna il regno del sovrano - inizierà il primo gennaio del 2019. 

L'era corrente è la Heisei (pace ovunque), e ha avuto inizio il giorno in cui Akihito si è insediato, l'8 gennaio 1989. La legge ratificata dalla Dieta giapponese esprime sentimenti di 'indulgenza e umanità' per l'avanzata età dell'imperatore, considerando la sua apprensione a non poter assolvere i suoi compiti e assumere incarichi di responsabilità importanti.
La data precisa del pensionamento verrà stabilita da un'ordinanza del governo dopo la promulgazione di una legge specifica al processo di abdicazione. Attualmente nella legge della Casa imperiale non è prevista la successione a un imperatore ancora in vita. Dall'inizio della monarchia giapponese, la più antica al mondo, a partire dal 660 a.C. si sono succeduti 125 sovrani. L'abdicazione di Akihito sarebbe la prima dal 1817, quando avvenne la rinuncia al trono dell'imperatore Kokaku.

La principessa Mako, che ha rinunciato all'impero per amore (Afp)

LA PRINCIPESSA INNAMORATA -  E poi c'è il caso della principessa Mako. La nipote 25enne dell'imperatore Akihito, primogenita del principe cadetto Akishino, ha scelto di fidanzarsi e sposarsi con Kei Kamuro, semplice impiegato in uno studio legale e compagno di studi all'International Christian University di Tokyo.
Lui è un comune cittadino e questo per le regole imperiali le farà perdere nome e titolo nobiliare. La notizia sta facendo impazzire i sudditi giapponesi, tra esultanza e ricerca di informazioni sul promesso sposo. Kei ha conosciuto la principessa Mako cinque anni fa tramite amici comuni e le avrebbe fatto la proposta di matrimonio un anno dopo il primo incontro. Insomma, una storia come tante.

Descritto come una persona dall'animo gentile e dal carattere riservato, Komuro ha avuto un'infanzia segnata dalla morte prematura del padre. È stato allevato dalla madre e dal nonno nella città di Yokohama, alle porte dalla capitale. Come Mako suona il violino, adora sciare e la buona cucina. Restano ancora dei passi da fare, secondo il complesso cerimoniale della casa reale, nelle prossime settimane: un messaggero del futuro sposo consegnerà i regali al palazzo imperiale e dopo annuncerà la data del matrimonio seguendo un cerimoniale prestabilito.
Secondo le regole della monarchia più antica del mondo alle donne è proibita l'ascesa al Trono del Crisantemo dalla fine del XIX secolo. Da tradizione il governo pagherà alla principessa Mako un indennizzo per la perdita dei diritti il cui importo sarà deciso da una commissione di 8 membri, incluso il premier Shinzo Abe

Quando l'unica figlia dell'imperatore Akihito, Sayako Kuroda, decise di sposare un cittadino comune nel 2005, lo Stato le versò circa 150 milioni di yen, l'equivalente di 1,8 milioni di euro
Ricordiamo la storia di Masako, brillante diplomatica, andata in sposa al principe ereditario Naruhito e finita sotto pressione per le rigide regole della Casa imperiale: un percorso inverso a quello di Mako, che vanta studi in Irlanda e Gran Bretagna e una specializzazione in beni museali. Il suo nome cambierà da "Sua altezza principessa imperiale Mako di Akishino" a "Signora Mako Komuro". Pagherà le tasse, avrà una vita comune, come tutti i sudditi. In fin dei conti, non è detto che la vita fuori dal ferreo protocollo sia poi un inferno.