Mercoledì 29 Maggio 2024

Giornalista Usa arrestato, Wall Street Journal: “L’espulsione dell’ambasciatore russo dagli Stati Uniti è il minimo da aspettarsi”

Il giornale ha smentito le accuse contro il suo corrisondente, e parla di provocazione verso la Casa Bianca

Roma, 31 marzo 2023 - Monta il caso di Evan Gershkovich, il corrispondente dell'ufficio di Mosca del Wall Street Journal, arrestato in Russia con l'accusa di spionaggio. Il giornale, che ha smentito con forza le accuse, parla di provocazione verso la Casa Bianca e intimidazione contro i giornalisti stranieri da parte del Cremlino, e quindi chiede un segnale forte dall'amministrazione di Joe Biden con l'espulsione dell'ambasciatore russo dagli Stati Uniti. Ieri la White House ha condannato l'arresto definendo “ridicole” le accuse, e ha invitato i cittadini statunitensi a lasciare subito la Russia. Ma Mosca, che continua a sostenere di aver colto in flagranza il giornalista-spia, anche se non ha fornito ancora prove, ha assicurato non ci sarà alcun problema per i media accreditati. L'arresto è stato duramente criticato anche dalla Ue: "I giornalisti devono poter esercitare liberamente la loro professione e meritare protezione. Le autorità russe dimostrano ancora una volta il loro sistematico disprezzo per la libertà dei media" ha twittato l'Alto rappresentante per la Politica estera, Josep Borrell. Commento criticato oggi dalla portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zacharova: "Josep dimostra le tue parole, difendi Julian Assange e Marat Kasem. Per equilibrio".

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RUSSIA-US-JOURNALIST-COURT
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Wsj: "Espulsione dell'ambasciatore russo"

Il Wall Street Journal è partito al contrattacco chiedendo che l'ambasciatore russo negli Usa sia espulso in un editoriale oggi: "L'espulsione dell'ambasciatore russo negli Stati Uniti, così come di tutti i giornalisti russi che lavorano qui, sarebbe il minimo da aspettarsi". E accusa Mosca: "La tempistica dell'arresto sembra una provocazione calcolata per mettere in imbarazzo gli Usa e intimidire la stampa straniera che ancora lavora in Russia".

Mosca: “Spionaggio sotto copertura giornalistica”

Evan Gershkovich mercoledì è stato bloccato da agenti dell'Fsb nel ristorante Bukowski Grill di Ekaterinburg, e portato via con la testa coperta da un maglione, quindi caricato su un minivan e portato a Mosca. Secondo il Cremlino il 31enne avrebbe svolto attività di spionaggio "sotto copertura" giornalistica. Il suo giornale ha fatto sapere che si trovava in quella città russa per raccogliere informazioni sull'atteggiamento della popolazione nei confronti del conflitto in Ucraina e la compagnia militare Wagner. Inoltre era stato anche a Nizhny Tagil, città dove si trova un importante stabilimento di carri armati. Ma secondo i servizi di sicurezza russi "raccoglieva informazioni coperte dal segreto di Stato sull'attività di una delle imprese del complesso industriale militare russo", hanno scritto gli agenti.

Cremlino: "La Ue pensi ad Assange e Kasem"

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha respinto al mittente le critiche della Ue, espresse ieri dall'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione europea Josep Borrell. La Zakharova ha attaccato Bruxelles sui casi di Julian Assange, fondatore di Wikileaks in attesa di estradizione negli Stati Uniti, in carcere in Gran Bretagna, e di Marat Kasem, caporedattore della redazione lituana di Sputnik, arrestato lo scorso gennaio in Lettonia con l'accusa di spionaggio.

L'appello dei colleghi: "Scrivete a Evan"

"Il nostro amico Evan trascorrerà i prossimi due mesi in una prigione di Mosca. Ci piacerebbe che lui sapesse quanto lo sosteniamo. Se volete scrivergli, per favore inviate all'indirizzo indicato e noi lo tradurremo in russo come richiesto dalla legge: Free.Gershkovich Gmail.com" è il tweet appello lanciato da Pjotr Sauer, giornalista del Guardian a Mosca.