Gilet gialli a Parigi (Lapresse)
Gilet gialli a Parigi (Lapresse)

Parigi, 9 dicembre 2018 - Dopo l'ondata di violenze, a seguito della protesta dei gilet gialli, e degli immancabili casseur che hanno approfittato del movimento per mettere a ferro e fuoco le città, la Francia s'interroga su quanto le è costato tutto ciò, e su cosa fare ora. Il tutto mentre l'Intelligence ipotizza influenze al movimento di protesta dall'estero.

CATASTROFE PER L'ECONOMIA - Secondo il ministro dell'Economia, Bruno Le Maire, i danneggiamenti e i blocchi stradali nelle proteste sono stati "una catastrofe" per l'economia francese. Parlando di "crisi della nazione" il ministro, nel corso di una visita ai commercianti parigini all'indomani del terzo sabato di proteste, ha sottolineato che in "un periodo in cui normalmente il commercio va bene, siamo alla vigilia delle feste di Natale e qui è proprio una catastrofe". E ha promesso "risposte molto concrete e dirette" ai commercianti colpiti. Poi ha passato la palla a Macron dicendosi convinto che il presidente "saprà trovare le parole". 

MACRON: HO FATTO DELLE SCIOCCHEZZE - Emmanuel Macron in effetti, venerdì incontrando alcuni sindaci, le parole le avrebbe trovate. Il numero uno dell'Eliseo avrebbe detto di aver fatto delle "conneries", sciocchezze nella traduzione più educata. Secondo Le Parisien, Macron avrebbe fatto mea culpa. "Ci sono troppe imposte, troppe tasse, troppe fiscalità in questo Paese", sarebbe stato lo sfogo del presidente, alle prese con una grave crisi innescata dai gilet gialli. In settimana annuncerà "misure concrete" e "immediate" per rispondere al momento no della Francia, ha riferito il ministro del Lavoro, Muriel Pénicaud. Inoltre riceverà a palazzo presidenziale i presidenti del parlamento e i capi dei sindacati.

007: SOCIAL CON BASE ESTERA - Ma c'è chi sospetta che dietro alla distruzione portata dai gilet gialli ci sia qualcosa di più di un movimento nato spontaneamente, solo come protesta contro il caro carburanti. I servizi segreti francesi infatti stanno indagando sul ruolo avuto dai social network, e su un loro presunto legame con Paesi stranieri. Che qualcuno abbia tentato di amplificare le proteste è l'ipotesi degli 007 transalpini. Le Monde riferisce di indagini del Segretariato generale della Difesa e sicurezza nazionale (SGDSN) che sta analizzando account creati ad arte due settimane fa e dai quali sono partiti un centinaio di messaggi al giorno. 

I social sono stati importanti per il movimento dei gilet gialli, per la loro diffusione, soprattutto su Facebook, dove venivano organizzate le proteste, cosa che alimentava l'idea che l'orda gialla si espandesse a prescindere dall'avere o meno dei leader. Ma nei giorni scorsi alcuni esperti hanno rilevato comportamenti sospetti sul web. Alcuni profili apparsi di recente si dedicavano esclusivamente al movimento di protesta, con immagini e testi, mostrando una Francia in fiamme e in crisi. Molti di questi account hanno base all'estero e secondo l'Intelligence hanno trasmesso molte informazioni false o parziali sul movimento. Il loro vero obiettivo, secondo gli investigatori, sarebbe quello di fornire una immagine di una guerra civile. 

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