Emmanuel e Brigitte Macron (Ansa)
Emmanuel e Brigitte Macron (Ansa)

Parigi, 18 febbraio 2020 - Tutte le donne dei presidenti. Tranne una. A condividere attorno a un tavolo la complicità di un’esperienza comune: essere o essere stata la prima donna di Francia, ruolo che richiede nervi saldi e doti diplomatiche non indifferenti. Ecco, pare che Brigitte Macron sia scivolata proprio sul versante diplomatico: a fine gennaio ha invitato a pranzo all’Eliseo Carla Bruni, esteso a Valérie Trierweiler, già compagna di François Hollande, e lasciato fuori la rivale di questa Julie Gayet, partner attuale dell’ex capo di Stato dalla vita sentimentale movimentata. A Paris Match non è sembrato vero poter titolare La guerra delle premières dames. Si accenna a un sms al vetriolo dell’esclusa. Le sarebbero saltati i nervi e avrebbe ribadito le accuse di "tradimento" a Macron, reo di avere tagliato i finanziamenti pubblici alla fondazione franco-americana del suo eterno fidanzato.

Le derive dell’instabilità amorosa di Hollande resistono al tempo senza placare le sue donne. E rischiano di essere un monito per chi diversifica troppo sul versante del cuore o non si decide a ufficializzare. Il politico socialista che va per i 66 non si è mai sposato. Né con la collega Ségolène Royal dalla quale ha avuto quattro figli, né con la giornalista Trierweiler che un posto a tavola dai Macron lo ha sempre rimediato. Alla Gayet, 47 anni, attrice schiva e politicamente buttata a sinistra, tocca dunque di nuovo la parte della rompiscatole come ai tempi in cui incontrava in segreto il presidente in un appartamento al 20 di rue du Cirque e una guardia del corpo premurosa portava loro le brioche. A me sempre le briciole, deve avere pensato. I Gayet sono gauche caviar, la ‘sinistra al caviale’ o radical chic.

Ma Julie resta fuori dal cerchio magico mentre le altre fanno muro. Carla e Brigitte sono sempre più amiche. La Trierweiler, che chiese la testimonianza di madame Macron per dimostrare la falsità di certe accuse infamanti (aver spaccato il mobilio dell’Eliseo) conferma in un libro il legame fra lei, Carla e Brigitte.

La Francia ci è abituata ma continua a divertirsi. Come ai tempi delle intemperanze di Chirac, soprannominato "cinque minuti doccia compresa". O come quando Sarkozy scriveva il suo feuilleton lasciando Cecilia per la Bruni nei mesi dell’elezione.

Parigi è una città dura. Le parigine di più. Si dice che i bambini di una parigina vera non vengano portati a Euro Disney ma al museo o al mercato. È legittimo aspettarsi di tutto anche fra adulti. Ma persino Ava Djamshidi, autrice del libro Madame la Présidente dedicato a Brigitte, è sconcertata dall’assenza di Julie: "Siamo sorpresi, ci era stato detto che l’idea era di invitare le signore che hanno vissuto molto tempo all’Eliseo".

La Gayet ha sempre preferito scansare il ruolo pubblico, ma fino all’elezione di Macron nel 2017 il palazzo lo ha frequentato eccome. E quindi guerra sia, sulla base di frizioni che durano da tempo. I Macron e gli Hollande non si sono mai presi e il recente avvicinamento dei Macron ai Sarkozy ha fatto precipitare le cose (la Gayet per non incontrare Carla ha disertato l’anno scorso i funerali di Chirac). C’è da perderci la testa, che attorno al 1789 saltava per forme di esibizionismo meno ostentate.