Minsk, 10 agosto 2020 - In Bielorussia trionfa ancora il presidente Aleksandr Lukashenko, riconfermato per un sesto mandato con l'80,23% delle preferenze, ma in piazza esplode la propotesta con scontri e violenze. L'opposizione infatti contesta i risultati delle elezioni annunciati dalla Commissione elettorale centrale, secondo cui la sua candidata Svetlana Tikhanovskaya ha ottenuto appena il 9,9% dei consensi.

La polizia è intervenuta in forze in tutto il Paese. Nella capitale Minsk, le forze di sicurezza hanno sparato pallottole di gomma, lanciato lacrimogeni e usato idranti. Secondo quanto riferisce la Ong per i diritti umani Viasna, un manifestante è morto per una grave lesione cerebrale travolto da un mezzo della polizia. Il ministero dell'Interno ha però smentito il decesso, sostenendo invece che oltre 50 civili e 39 agenti sono rimasti feriti negli scontri. 

Fonti ufficiali riferiscono che tremila dimostranti sono stati arrestati, mentre lo stesso Lukashenko sostiene che le proteste siano "dirette" dall'estero. "I servizi speciali hanno registrato chiamate dalla Polonia, dalla Gran Bretagna e dalla Repubblica Ceca", ha dichiarato il presidente secondo quanto riporta RIA Novosti.

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Complimenti dalla Cina e critiche dall'Ue

E se a Lukashenko sono giunti i complimenti per la rielezioni dal parte del presidente cinese Xi Jinping, che ha detto di dare grande importanza allo sviluppo dei rapporti bilaterali, aggiungendo di essere pronto a lavorare congiuntamente per spingere in avanti "una partnership strategica completa espandendo una cooperazione di beneficio reciproco", da parte dell'Europa piovono critiche.

Le elezioni presidenziali in Bielorussia sono state caratterizzate da "irregolarità sistematiche" e non hanno rispettato "standard democratici minimi", ha affermato il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, sottolineando come sia "deplorevole" che il governo bielorusso non abbia consentito agli osservatori dell'Osce di lavorare e abbia usato "violenza" contro "manifestanti pacifici". 

La Polonia chiede la convocazione di un summit di emergenza dell'Ue sulla situazione nel Paese confinante. "Dobbiamo dimostrare solidarietà e dare sostegno ai bielorussi nella loro aspirazione di libertà. Questo è il motivo dell'appello del premier polacco perché il Consiglio europeo si focalizzi sulla questione", si legge in un comunicato dell'ufficio del premier Mateusz Morawiecki.  Anche il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha reagito alle notizie di repressione delle proteste. "La violenza contro i manifestanti non è la risposta", ha scritto in un tweet con l'hashtag Bielorussia. "Libertà di parola, libertà di assemblea, sono diritti umani basilari che vanno rispettati", ha aggiunto.

"Non c'è posto in Europa per chi bersaglia e reprime con violenza chi protesta pacificamente. I diritti fondamentali in Bielorussia devono essere rispettati. Chiedo alle autorità di assicurare che i voti dell'elezione di ieri siano contati e pubblicati accuratamente£, scrive intanto su Twitter la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.