Martedì 23 Luglio 2024
MARTA OTTAVIANI
Esteri

Biden, il politologo Spannaus: "Il presidente ha fallito. Ora deve decidere lui"

L’analista americano: sostituzione possibile, va evitata la battaglia sul nuovo nome. "La pressione per convincere Biden a farsi da parte inizierà presto"

Washington, 29 giugno 2024 – Un cambio in corsa che adesso diventa più probabile. Ma il presidente deve decidere di andarsene. E bisogna trovare qualcuno in grado di sostituirlo". Andrew Spannaus, analista e autore del podcast That’s America, ha spiegato perché non si può dare la sostituzione del candidato presidenziale per certa.

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Il politologo Andrew Spannaus
Il politologo Andrew Spannaus

Spannaus, nell’editoriale sul New York Times Thomas Friedman, premio Pulitzer e amico del presidente, scrive che ‘Biden ora se ne deve andare’. Secondo lei il capo della Casa Bianca può fare davvero un passo indietro?

"Adesso è diventata una possibilità reale. Si aspettava proprio questo confronto per capire quanto Biden fosse in grado di proiettare un’immagine di energia, vivacità e quindi capacità di contrastare Trump. Ha fallito, soprattutto nei primi minuti. Adesso dovremo aspettare qualche giorno o settimana. Ma se i numeri dovessero peggiorare in modo significativo, la discussione, che comunque è già iniziata, aumenterà ancora di più".

Ma il presidente americano se ne vuole andare?

"Biden, come tutti quelli che arrivano a essere presidente, crede molto in sé stesso. In questi anni è riuscito a trovare la strada giusta nel Partito democratico, mettendo insieme le diverse anime e portando avanti una politica progressista e una politica culturale non troppo radicale. Ma è sceso in campo per evitare la rielezione di Trump. Se diventa evidente che con lui l’avversario potrebbe vincere, allora le pressioni aumenteranno".

Quanto tempo hanno i democratici per fare capire a Biden che deve fare un passo indietro? E quale potrebbe essere una candidatura alternativa?

"È chiaro che si tratta di una situazione complicata e inedita. Questo è fuori di dubbio. Però anche dall’altra parte c’è un candidato molto particolare, quindi la giustificazione ci sarebbe e anche la speranza ragionevole di poterlo battere con qualcuno che venga candidato all’ultimo. I democratici avrebbero tempo fino alla convention, ma sarebbe meglio evitare una battaglia lunga un mese e mezzo".

E quindi che si fa?

"Per prima cosa, il presidente Biden deve decidere di andarsene. E convincerlo non sarà affatto facile. Poi bisognerà capire come gestire Kamala Harris. La vicepresidente non gode della fiducia della Casa Bianca e bisogna collocarla altrove. Una possibilità sarebbe piazzarla a governatore della California, oppure farla diventare ministro. A quel punto ci sarebbero diverse scelte. Il primo è Gavin Newsom, governatore della California, scelta che però potrebbe venire percepita come troppo di sinistra. C’è Gretchen Whitmer, la governatrice del Michigan. Ma anche il governatore della Pennsylvania, Josh Shapiro".

Solo in Italia gira il nome di Michelle Obama?

"Michelle Obama ha detto più volte che non le interessa. Sarebbe una scommessa enorme, difficile da vincere. Sicuramente è popolare, ma non è una politica. Ed è anche la moglie di un ex presidente. L’ultima volta che si è tentata questa strada non è andata benissimo".