Domenica 14 Luglio 2024

Belgrado, assalto all’ambasciata di Israele. Un uomo armato di balestra ferisce un agente, ma viene ucciso

Il poliziotto è stato ferito al collo, ma è riuscito a fare fuoco uccidendo l’attentatore. Ministro dell’Interno: “Si tratta di terrorismo”. Scatta l’allerta rossa

Roma, 29 giugno 2024 - Un uomo armato di balestra stamane ha assaltato l'ambasciata di Israele a Belgrado. A tentare di fermare l'attentatore un poliziotto, ferito con un dardo. L'assalitore è stato ucciso, fa sapere il governo serbo.

Le forze dell’ordine sono ancora sul posto per indagare su quanto accaduto.

Assalto con balestra all'ambasciata israeliana a Belgrado. A destra l'attentatore
Assalto con balestra all'ambasciata israeliana a Belgrado. A destra l'attentatore

L’agente ferito ha reagito uccidendo l’attentatore

L'agente, Milos Jevremovic, è stato ferito al collo dalla freccia scagliata dall'aggressore, ma ha risposto al fuoco e lo ha ucciso, si legge su The Times of Israel. L’aggressione si è verificata verso le 11 del mattino. Il gendarme è stato sottoposto a intervento chirurgico per la rimozione del dardo ed è ancora in terapia intensiva, dove stando all’emittente nazionale Rts è in “condizioni stabili”. A detta del presidente serbo Alexander Vucic, non si prevedono complicazioni rilevanti.

Chi è l’attentatore

Nei primissimi minuti successivi all’attacco, il ministro dell'Interno Ivica Dacic, ripreso da Rts, ha dichiarato che l'attacco all'ambasciata è terrorismo, e ha aggiunto di sospettare che l’aggressore sia un jihadista wahhabita. 

Nel pomeriggio, il ministro ha annunciato che l’attentatore era un 25enne, Milos Zujovic, originario di Mladenovac (un quartiere alle porte di Belgrado) ma residente a Novi Pazar. La città si trova nel Sangiaccaro, regione a maggioranza musulmana. Secondo le fonti di Rts, l’uomo si sarebbe convertito prima del suo trasferimento, adottando il nome religioso di Salahudin. Sono in corso controlli e perquisizioni per far luce sui contatti dell’uomo.

Vucevic: "Siamo in grado di rispondere”

Il primo ministro serbo, Milos Vucevic, ha invitato alla calma: “Invito i cittadini a restare calmi e a non cedere alla propaganda di coloro che intendono creare conflitti da noi”. Ha in seguito assicurato che le autorità del Paese sanno far fronte ad emergenze di questo tipo: “La Serbia è in grado di rispondere con decisione alla minaccia del terrorismo: chi pensava di destabilizzarci con tali insensatezze, si è sbagliato”. Il premier ha condannato con fermezza l’“odioso attacco terroristico”: “Si tratta di un atto insensato che non si può attribuire a nessuna religione e a nessun popolo”.

Vucic: “Un’altra persona ricercata”

Il presidente della Serbia Alexander Vucic ha dichiarato che le autorità stavano già investigando sul giro di Zujovic: “Ci manca ancora una persona, ma sappiamo che si trova sul territorio della Serbia. Era guidato dagli stessi principi di Salahuddin. Sono stati seguiti e in 7-8 giorni sarebbero stati arrestati, il tempo affinché il pubblico ministero raccogliesse tutte le prove”.

"Stiamo cercando tutte le persone con cui ha avuto contatti”, ha fatto sapere Dacic. 

Israele: “Nessun dipendente ferito”

Il ministero degli Esteri israeliano ha fatto sapere che "nessun dipendente dell'ambasciata è stato ferito" nell'attacco. Il portavoce del ministero ha aggiunto che la sede diplomatica ora è chiusa, spiegando che è in corso un'indagine. 

"Ringraziamo pubblicamente il membro ferito della gendarmeria serba, che ha svolto eroicamente il suo dovere – scrive il ministero in una nota – Ci congratuliamo con lui per il suo coraggio e gli auguriamo una pronta guarigione”.

Misure di sicurezza rafforzate

Il ministro Dacic ha chiamato l’ambasciatore israeliano in Serbia Jahel Vilan per assicurargli il rafforzamento delle misure di sicurezza a Belgrado e in tutto il Paese. Il rappresentante di Tel Aviv ha espresso apprezzamento per la scelta. Il livello d’allarme è stato elevato a rosso.

Il capo della direzione della polizia criminale, Ninoslav Cmolić, ha annunciato che nei prossimi giorni la polizia metterà in sicurezza i centri commerciali e i luoghi di ritrovo pubblico.