Giovedì 11 Aprile 2024

Assange non sarà estradato negli Usa: Londra concede l’appello e chiede garanzie a Washington

L’Alta Corte britannica ha dato il via libera all’istanza della difesa del giornalista australiano, fondatore di WikiLeaks. Nuova udienza il 20 maggio. Gli Stati Uniti gli danno la caccia da quasi 15 anni

Londra, 26 marzo 2024 – Julian Assange non sarà estradato immediatamente: c’è ancora una carta da giocare per cercare di sfuggire al ritorno negli Stati Uniti. Gli Usa gli danno la caccia da quasi 15 anni per aver diffuso documenti riservati del Pentagono e del Dipartimento di Stato contenenti non poche rivelazioni imbarazzanti.

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L'Alta Corte di Londra ha infatti dato oggi, martedì 26 marzo, il via libera all'istanza della difesa del giornalista australiano e fondatore di WikiLeaks – respinta in primo grado – per un ulteriore estremo appello di fronte alla giustizia britannica contro la consegna alle autorità americane. La corte si è aggiornata quindi per una nuova udienza il 20 maggio.

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In sostanza la Corte di Giustizia di Londra ha dato al governo degli Stati Uniti tre settimane di tempo per fornire garanzie soddisfacenti sul fatto che Assange, in caso di estradizione, potrà fare affidamento sul Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti (che protegge la libertà di parola), sul fatto che non sarà pregiudicato durante il processo (compresa la sentenza) in ragione della sua nazionalità e che gli saranno concesse le stesse protezioni del Primo Emendamento di un cittadino Usa. Ultima richiesta, l’esclusione della pena di morte.

Intervenendo fuori dall'Alta Corte britannica, la moglie di Assange ha espresso la sua reazione alla sentenza. Stella Assange si è detta "sbalordita" dalla decisione dei giudici di ritardare l'appello del marito. Stella Assange ha ricordato, parlando alla folla, che il marito è detenuto nella prigione di Belmarsh da quasi cinque anni senza accusa e ha aggiunto che la sentenza evidenzia che Assange "rimane esposto alla pena di morte. Tuttavia, ciò che la Corte ha fatto è stato chiedere un intervento politico da parte degli Stati Uniti. Lo trovo sorprendente".