Venerdì 12 Aprile 2024

Alexei Navalny morto in carcere, Biden: “Putin unico responsabile”

Le autorità: “Malore dopo una passeggiata”. Il dissidente da dicembre era detenuto nella colonia penale a regime speciale ‘Lupo Polare’. Da ieri era in isolamento. Usa e Ue accusano Mosca. Il Cremlino: “Da Occidente dichiarazioni inaccettabili”

Roma, 16 febbraio 2024 - "Alexei Navalny è morto". I media russi hanno annunciato che il dissidente e oppositore russo non è sopravvissuto a un malore accusato in carcere: era stato rinchiuso di recente, per l'ennesima volta, in isolamento in cella di punizione. La sua portavoce Kira Yarmish aveva fatto sapere ieri che la punizione sarebbe durata 15 giorni, così il dissidente avrebbe passato in isolamento ben 308 giorni dell'ultimo anno e mezzo. Lyudmila Ivanovna Navalnaya, madre di Alexei, è scioccata: ''Non voglio sentire alcuna condoglianza. Abbiamo visto mio figlio nella colonia penale il giorno 12, avevamo una visita. Era vivo, sano, allegro". Mentre la moglie di Alexei, Yulija Navalnaja, ha parlato dal podio della Conferenza della sicurezza di Monaco affermando che, se la notizia della morte del marito fosse vera, il presidente Vladimir Putin e altri responsabili russi devono sapere che "saranno puniti" per quello che hanno fatto. Accuse dell’Occidente al Cremlino, con Biden che precisa: “Sia chiaro che Puntin è l’unico responsabile”. L’Onu chiede un’inchiesta "piena, credibile e trasparente”. 

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Navalny ieri all’udienza stava bene e scherzava con il giudice (Video)

Sommario

Detenuto a regime speciale

Navalny, in carcere per motivi politici, era stato trasferito nella remota colonia penale a regime speciale "Lupo Polare" (a Kharp, nella regione di Yamalo Nenets), oltre il circolo polare artico nel dicembre scorso. Il servizio penitenziario federale russo ha affermato che è in corso un'indagine sulle cause della morte.

"Alexey Navalny è morto"
"Alexey Navalny è morto"

"Morto per un malore”

Navalny, 47 anni, avrebbe accusato un malore ed è morto: in una nota il dipartimento regionale del servizio penitenziario federale si legge: "Il 16 febbraio di quest'anno, nella colonia correzionale n. 3, il detenuto Navalny A.A. si è sentito male dopo una passeggiata, perdendo quasi immediatamente conoscenza. Gli operatori sanitari dell'istituto sono immediatamente arrivati ed è stata chiamata una squadra medica di emergenza". Il comunicato continua: "Sono state eseguite tutte le misure di rianimazione necessarie, ma non hanno dato risultati positivi. I medici del pronto soccorso hanno confermato la morte del condannato. Si stanno accertando le cause della morte". L'ambulanza è giunta in 7 minuti e i medici hanno tentato di rianimarlo per 30 minuti. Secondo la televisione di stato Rt Navalny sarebbe morto per un'embolia o per "un coagulo sanguigno", una trombosi.

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Gli ultimi messaggi

"Il carcere di Iamal ha deciso di battere il record di Vladimir allo scopo di adulare e compiacere le autorità di Mosca. Mi hanno appena dato 15 giorni in una cella di punizione. Cioè, questa è la quarta cella di punizione in meno di 2 mesi che sono con loro", scriveva su X Navalny il 14 febbraio alle 3 di pomeriggio.

Lo stesso giorno, il 14 febbraio, anche l'ultimo post su Telegram per la moglie nel giorno di San Valentino: "Tesoro, tutto è come una canzone con te. Ci sono città tra noi, la luce del decollo degli aeroporti, tempeste di neve blu e migliaia di chilometri. Ma sento che sei vicino ogni secondo e ti amo sempre di più".

Soprusi e isolamento 

Il dissidente, particolarmente inviso al presidente Putin, in tre anni di reclusione aveva denunciato più volte soprusi e provocazioni per rinchiuderlo in isolamento. I carcerieri sfruttavano ogni pretesto per piegare l'oppositore, anche i più assurdi come essersi lavato il viso prima dell'ora determinata, o avere un bottone slacciato. Amnesty International si è interessata negli anni alla sua situazione, denunciando anche la direzione del carcere dove era rinchiuso prima della Siberia, cioè Melekhovo, per la volontà di "spezzare lo spirito di Navalny rendendo la sua esistenza nella colonia penale insopportabile, umiliante e disumanizzante". A dicembre era anche scomparso, nessuno, nemmeno i suoi legali sapevano dove fosse. Poi si scoprì che era stato trasferito al centro nella colonia a regime speciale.

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Morto prima delle presidenziali  

Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha reso noto che Putin è stato informato della morte dell'oppositore russo. Un decesso quanto meno sospetto però, visto che a marzo 2024 ci saranno le elezioni presidenziali russe, dove Putin è quasi certo di venire rieletto, ma Navalny sarebbe stata comunque una voce scomoda contro la campagna elettorale dello zar. Lo stesso presidente della Lettonia, Edgars Rinkevics, non ha dubbi: "Qualunque sia il vostro pensiero su Alexey Navalny come politico, è stato appena brutalmente assassinato dal Cremlino. Questo è un fatto ed è qualcosa che si dovrebbe sapere sulla vera natura dell'attuale regime russo. Le mie condoglianze alla famiglia e agli amici". Anche secondo il ministro degli Esteri norvegese, Barth Eide, Mosca ha ''una pesante responsabilità'' per la morte dell'oppositore, aggiungendo di essere "profondamente rattristato". Stephane Sejournè, ministro degli Esteri francese, ha commentato Navalny "ha pagato con la vita la sua resistenza al sistema di oppressione" russo. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, si è detto preoccupato "per le notizie che arrivano dalla Russia sulla morte di Navalny. Tutti i fatti devono essere accertati e la Russia ha domande serie cui dare risposta. Navalny è stata una voce forte per la democrazia, la libertà e la Nato e gli alleati Nato hanno chiesto il suo rilascio immediato per molto tempo. Oggi i miei pensieri vanno alla sua famiglia e ai suoi cari. Restiamo impegnati a sostenere quanti credono nella libertà e nella democrazia come Alexei Navalny ha fatto per molti anni". Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, duro con Mosca: "L'Ue ritiene il regime russo l'unico responsabile di questa tragica morte". Per Rishi Sunak: "Questa è una notizia terribile. Come il più accanito sostenitore della democrazia russa, Alexei Navalny ha dimostrato un coraggio incredibile per tutta la sua vita. I miei pensieri vanno alla moglie e al popolo russo, per il quale questa è un'enorme tragedia". "Alexei Navalny era un sostenitore della democrazia e dei diritti umani. La sua tragica morte sottolinea ancora una volta il motivo per cui continueremo a sostenere l'Ucraina2 è stato il tweet del premier belga, Alexander De Croo, che aggiunge: "La Russia non prevarrà in Ucraina. I nostri pensieri vanno alla famiglia e agli amici di Navalny e a tutti i coraggiosi prigionieri politici russi". Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha raccontato di aver conosciuto Navalny a Berlino dopo l'attentato che subì e lo ha descritto come un uomo molto coraggioso: "Probabilmente ha pagato questo coraggio con la sua vita", sottolineando che è un "terribile" segno su cosa sia la Russia. Da Washington arriva la condanna segretario di Stato americano Antony Blinken: "La Russia è responsabile della morte di Navalny'', aggiungendo che, ''se la notizia della morte di Navalny fosse confermata, ciò dimostrerebbe la debolezza della Russia e il marciume nel cuore del suo regime''.

"Lo hanno ucciso, è una confessione"

Leonid Volkov, capo dello staff di Alexey Navalny, non ha conferme della morte del dissidente russo, ma sui social confessa di interpretare la notizia del decesso di Navalny come una "confessione" da parte delle autorità russe che ''lo hanno ucciso''. ''Le autorità russe hanno reso pubblica la confessione di aver ucciso Alexey Navalny in prigione. Non abbiamo alcun modo per confermarlo o per dimostrare che ciò non è vero''.

Kiev: "Putin teme ogni concorrenza"

Andrei Iermak, il capo dell'amministrazione presidenziale ucraina, non è per niente sorpreso dalla morte del dissidente: "Putin è il malvagio assoluto, che teme ogni concorrenza. Le vite dei russi non contano niente per lui", aggiungendo nel suo post su Telegram: "Non possono esserci trattative con lui. L'unico linguaggio che capisce è quello della forza". Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: "Navalny è stato ucciso" e Putin dovrà "rendere conto dei suoi crimini".

La reazione di Biden

In un discorso in diretta tv il presidente Usa Joe Biden ha affermato che “Putin è l’unico responsabile”, della morte di Navalny. Non si è sbilanciato nel dire se si sia trattato o meno di un assassinio, in ogni caso la fine del dissidente è una “diretta conseguenza” di quello che ha fatto lo zar, ha detto citando la storia di Navalny, e le condizioni in cui era detenuto. La fine dell’oppositore russo (“non ho motivo di credere che non sia morto”), sono un motivo in più per sostenere lo sforza dell’Ucraina nella guerra, ha detto il presidente, invitando ancora una volta la Camera degli Stati Uniti a votare a favore di una nuova tranche di rifornimenti militari a Kiev. "Il mondo ci guarda. Un fallimento negli aiuti all'Ucraina non sarà perdonato”.

Cremlino: "Accuse dell’Occidente inaccettabili"

Viste le accuse occidentali, con molti leader europei e americani che puntano il dito direttamente contro Putin, Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo ha dichiarato: "La reazione immediata dei leader della Nato alla morte di Navalny, sotto forma di accuse dirette contro la Russia", mostra la natura di questi Paesi, scrive su Telegram. E aggiunge: "Non esiste ancora un esame forense, ma le conclusioni dell'Occidente sono già pronte". Peskov, portavoce del Cremlino, in proposito ha fatto sapere che le cause della morte di Navalny ''saranno accertate dai medici''. ''Il ​​Servizio penitenziario federale sta verificando e indagando", e le dichiarazioni contro Mosca sono “scandalose”, “inaccettabili”. 

La procura di Mosca diffida dal partecipare a una manifestazione 

Intanto nel pomeriggio la Procura di Mosca ha messo in guardia dal partecipare ad una manifestazione in memoria di Alexei Navalny nel centro della capitale. Lo riferisce l'agenzia Tass. Memoriali spontanei sono comparsi in molte città russe, Ekaterinburg, Novosibirsk, Izhevsk, Komi, Syktyvkar, Tomsk, Kazan. I cittadini hanno deposto mazzi di fiori e candele accanto alla sua foto. 

Mattarella: “Morte di Navalny ricorda i tempi più bui della storia”

"La morte di Aleksej Navalnyj nel carcere russo di Kharp rappresenta la peggiore e più ingiusta conclusione di una vicenda umana e politica che ha scosso le coscienze dell'opinione pubblica mondiale”. Sono le parole del presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella. "Per le sue idee e per il suo desiderio di libertà  – ha detto il Capo dello Stato –  Navalnyj è stato condannato a una lunga detenzione in condizioni durissime. Un prezzo iniquo e inaccettabile, che riporta alla memoria i tempi più bui della storia. Tempi che speravamo di non dover più rivivere. Il suo coraggio resterà di richiamo per tutti”