Venerdì 21 Giugno 2024
ALESSANDRO D’AMATO
Elezioni

Laura Castelli (Libertà): "Il diritto di curarsi al primo posto"

L’ex viceministra M5s ora con Cateno De Luca: "Il sistema ha paura delle nostre proposte concrete".

Laura Castelli

Laura Castelli

"Noi crediamo che lo spazio che stanno riservando a Libertà sia ridotto rispetto ad altre liste. Abbiamo scritto esposti e richiami, attendiamo delle risposte prima di decidere cosa fare". Laura Castelli, ex deputata del M5s e viceministra dell’Economia nei governi Conte e Draghi, oggi è presidente del partito Sud chiama Nord di Cateno De Luca e candidata alle elezioni europee con la lista Libertà, che raccoglie 19 sigle diverse di partiti e movimenti. Castelli ritiene che i media non stiano rispettando la par condicio.

Però il Movimento 5 Stelle ha accusato i media di averlo ignorato, ma le elezioni le ha vinte lo stesso. Non è un precedente di buon augurio?

"No, più che altro vedo un sistema che ha paura di un movimento che porta concretezza e proposte che oggi mancano a tutti i partiti e cerca di difendersi. Non capisco perché un Paese con 20 milioni di elettori che non vanno più a votare tenda a oscurare le nuove proposte politiche".

Quali sono gli argomenti su cui Libertà punta per superare la soglia del 4%?

"Il primo è la sanità. Ovvero il diritto di curarsi in un Paese che ha quasi cinque milioni di persone che vi rinunciano per questioni economiche. E in cui la situazione peggiora ovunque, anche nelle regioni del Nord. I cittadini oggi sono costretti ad accedere a cure private a pagamento. E questo per responsabilità del governo ma anche dell’opposizione, visto che Gentiloni ha lavorato al Patto di Stabilità. Il centrodestra oggi dice che la sanità è un valore (e Meloni fa un decreto per tagliare le liste d’attesa senza metterci un soldo), ma spaccia uno spostamento di 7 miliardi dal 2023 al 2024 per aumento della spesa sanitaria. L’unica soluzione, come noi proponiamo, è mettere fuori la sanità dal Patto di Stabilità".

E questo che cosa comporterebbe?

"Così sarebbe possibile ripristinare un diritto oggi negato. Inoltre dal primo gennaio 2025 si ridurranno le risorse che lo Stato dà agli ospedali e strutture convenzionate per le prestazioni sanitarie di circa un quinto con il nuovo nomenclatore. Se non svincoliamo la spesa necessaria alla sanità dal Patto la situazione andrà peggiorando".

Lei ha detto che la Lega si finge antieuropeista mentre Fratelli d’Italia si mostra solo apparentemente critica verso l’Ue. In che senso?

"Per esempio i leghisti andavano in giro con la maglietta No Bolkestein e oggi, con il suo sottosegretario Bitonci, hanno inserito gli ambulanti dentro la direttiva e fanno fare ai Comuni le gare per vendere le spiagge. Così si svende la nostra economia ai privati togliendola ai piccoli imprenditori. Meloni invece un giorno sta con i filonazisti di Vox e l’altro si prende gli applausi di von der Leyen come la donna più europeista che c’è. Le bugie che stanno raccontando ormai sono chiare a tutti".