24 gen 2022

Elezione presidente della Repubblica, prima fumata nera: valanga di schede bianche

Dopo i sette anni di Sergio Mattarella, la partita per il Colle è piena di incognite

Roma, 24 gennaio 2022 - Una fumata neraLa prima votazione per l'elezione del presidente della Repubblica si è conclusa come previsto: una valanga di schede bianche (672), annunciate dai partiti durante la giornata. A Montecitorio durante lo spoglio sono usciti, fra gli altri, i nomi di Silvio Berlusconi, Mario Draghi e del presidente 'uscente' Sergio Mattarella, ma non si è raggiunto il quorum minimo e quindi l'appuntamento è per domani alle 15, con il secondo scrutinio. Dopo i sette anni di Mattarella al Quirinale, la partita del nuovo capo dello Stato si prospetta quanto mai piena di incognite. Politiche e 'pratiche': per la nuova ondata della pandemia, i Grandi elettori positivi si sono serviti di un drive in allestito nel parcheggio della Camera. Per lo stesso motivo si svolgerà una sola votazione al giorno. 

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Nella prima giornata, la partita si è giocata soprattutto negli incontri tra leader del centrodestra e del centrosinistra. La buona notizia è l'apertura di un canale di comunicazione fra Enrico Letta e Matteo Salvini. Entrambi si erano sentiti anche con il premier Mario Draghi. 

Focus Covid. Dei 17 positivi o in quarantena, a quanto si apprende sono stati 11 i grandi elettori che si sono presentati a votare all'inedito seggio allestito nel parcheggio accanto a Palazzo Montecitorio. (Teoricamente avrebbero potuto votare 22 parlamentari, ma per farlo si erano iscritti in 17). Momenti di tensione si sono avuti quando Sara Cunial, ex deputata del Movimento 5 Stelle, espulsa perché no vax, ha tentato di accedere a Montecitorio senza Green pass. Respinta dalla sicurezza, si è rivolta alle forze dell'ordine. Qui sotto la diretta della giornata.

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Sommario

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Rivivi la diretta

21.05 - Terminato lo spoglio, poi il conteggio da parte dei segretari e il risultato. 

20.50 - Continuano le schede 'goliardiche' come quella per l'ex portiere della Nazionale Dino Zoff, Claudio Lotito e Alfonso Signorini. Ma anche più di spessore come per Salvatore Borsellino, fratello del magistrato assassinato dalla mafia nel 1992, e per il magistrato Nicola Gratteri.

20.40 - Da Francesco Rutelli a Walter Veltroni, spuntano i nomi di ex sindaci di Roma. Un voto è arrivato al candidato, indicato oggi da Fratelli d'Italia, l'ex magistrato Carlo Nordio. Uno anche per l'ex presidente del Consiglio e leader M5s, Giuseppe Conte. 

20.35 - Voti anche a Mario Segni, Claudio Sabelli Fioretti e a Mauro Corona. Una preferenza per Pier Ferdinando Casini. 

20.25 - Nel continuo dello spoglio spuntano due voti a Silvio Berlusconi, e uno a Mario Draghi. Poi a Giuseppe Moles, Giancarlo Giorgetti, Paolo Siano e Marta Cartabia. Quattro per Sergio Mattarella.

20.20 - Tra le tantissime schede bianche lette dal presidente della Camera Roberto Fico durante lo spoglio a sorpresa spunta qualche voto di 'disturbo', infatti oltre Belloni, Martino e Maddalena, arrivano i voti anche Amadeus e Piero Angela.

20.10 - Elisabetta Belloni, capo del Dis (due volte), Alberto Angelo (due volte), Antonio Tajani, Umberto Bossi, Paolo Maddalena, i deputati Antonio Tasso ed Ettore Rosato, Pierluigi Bersani e Antonio Martino sono i primi nomi votati per il Presidente della Repubblica che interrompono l'elenco di schede bianche.

20.04 - Sono terminate la prima e la seconda chiama dei delegati regionali. Inizia lo spoglio delle schede, dopo che quelle dei grandi elettori positivi - che hanno votato nel seggio speciale ad hoc - sono state riversate nelle cosiddette insalatiere. 

19.42 - Iniziata 'la chiama' dei delegati regionali.

19.26 - Terminata anche la seconda chiama dei deputati. Ora tocca ai delegati regionali, gli ultimi a votare. Ma altra sospensione voluta da Fico per attendere l'orario assegnato ai delegati per votare: via alle 19.40.

18.40  - Internet in black out alla Camera: saltati i collegamenti ai siti negli uffici e in sala stampa, e la diretta web. Dopo qualche minuto è stato ripristinato il live dall'Aula, escluso attacco hacker.

18.00 -  Altra sospensione della seduta comune a metà della chiama dei deputati. Seduta ripresa dopo un quarto d'ora.

16.39 - La seduta comune del Parlamento per l'elezione del Presidente della Repubblica è ripresa con la chiama dei deputati. 

16.23 - Sara Cunial, ex deputato del Movimento 5 Stelle espulsa perché no vax, è stata fermata dagli assistenti parlamentari all'ingresso di via della Missione, strada che costeggia Montecitorio. L'ex parlamentare M5s non può partecipare alla prima votazione perché non è in possesso del green pass base, indispensabile per entrare alla Camera. E non potrà votare neppure nella postazione riservata ai grandi elettori positivi o in quarantena nel parcheggio, anche se la stessa Cunial sta insistendo per poter accedere almeno al drive in. Cunial è accompagnata dall'avvocato Edoardo Polacco, e respinta dalla sicurezza, si è rivolta alle forze dell'ordine. 

Quirinale, Cunial: non mi fanno votare, querelo tutti

16.15 - Finita la prima 'chiama' dei senatori. Si procederà alla seconda, per chi intende votare ma non hanno risposto al primo appello. A seguire tocca ai deputati, sempre con due 'chiame' e a scaglioni orari di 50 per volta. Infine i 58 delegati regionali. A conclusione delle operazioni di voto si procederà con lo spoglio delle schede, letto dal presidente Roberto Fico.

16.08 -  Matteo Renzi, in ritardo, è arrivato di corsa alla Camera, e si è infilato appena in tempo in aula per votare.

15.35 - Hanno votato quattro senatori a vita su sei: assenti Giorgio Napolitano e Carlo Rubbia. Oltre alla Cattaneo e alla Segre, hanno risposto alla chiamata anche Renzo Piano e Mario Monti. 

15.30 - A gruppi di 50 i grandi elettori entrano nel'Emiciclo, e attendono di essere chiamati per andare in cabina. Sui banchi si mantiene la distanza. L'appello è nominale, con due 'chiame' per ogni 'gruppo' di grandi elettori. Prima votano i senatori a vita, poi i senatori, a seguire i deputati e infine i 58 delegati regionali. Per entrare i grandi elettori sono suddivisi per scaglioni, non più di 50, e con fasce orarie prestabilite. In Aula possono essere presenti non più di 200 grandi elettori.  

15.29 - Pier Ferdinando Casini, uno dei probabili candidati, ha votato poi si è fermato a chiacchierare con la capogruppo di Fi al Senato Anna Maria Bernini, un senatore della Lega e la senatrice Paola Binetti. Quindi ha salutato Roberto Fico e Elisabetta Alberti Casellati al banco della presidenza. 

15.18 - Il primo grande elettore positivo al Covid, Ugo Cappellacci è arrivato a bordo di una ambulanza al seggio speciale drive in allestito nel parcheggio di Montecitorio. Il senatore di Forza Italia ed ex presidente della regione Sardegna ha votato nell'apposita tenda. I senatori, deputati e grandi elettori contagiati sono 17. Piano piano, uno dopo l'altro, si stanno presentando il drive in, dove potrano eprimere il voto in pochi minuti. Mancano Gianluigi Paragone, Sabrina Ricciardi, Patrizia Terzoni e Bianca Laura Granato. 

Quirinale, i grandi elettori positivi votano al drive-in

15.17 - Oltre a Bossi hanno votato altri quattro parlamentari costretti alla sedia a rotelle. La senatrice a vita Elena Cattaneo è in stampelle per l'incidente riportato quando è stata scippata a Milano. 

15.11 - Il primo ad essere chiamato è Umberto Bossi. 

Umberto Bossi alla votazione per il presidente della Repubblica (Imagoeconomica)
Umberto Bossi alla votazione per il presidente della Repubblica (Imagoeconomica)

Ore 15 -  Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha aperto la seduta comune in Parlamento per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Fico prima ha ricordato la scomparsa di Fasano, poi ha iniziato a elencare ai grandi elettori le modalità per la votazione. Al banco della presidenza a fianco del presidente della Camera c'è la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati.

Quirinale, al via la prima chiama: votano i senatori a vita

Oggi plenum era 1008

Dopo l'improvvisa morte del deputato di Forza Italia Antonio Fasano, il plenum per la prima votazione è sceso da 1009 a 1008, quindi il quorum dei 2/3 per l'elezione del presidente diventa di 672 voti. Entro domani sarà proclamato il successore di Fasano nel seggio a Montecitorio (Scelta Maria Rossella Sessa, prima dei non eletti alla Camera dei Deputati nella lista di FI alle elezioni del 2018) e il plenum dell'assemblea chiamata a eleggere il tredicesimo presidente della Repubblica dovrebbe tornare a 1009 e il quorum dei due terzi a 673. Di nomi in queste ore se ne sono fatti sia dal centrosinistra che dal centrodestra, ma quelli che metterebbero tutti d'accordo sembrano al momento poco praticabili: Sergio Mattarella e Mario Draghi. Il presidente uscente lo ha più volte escluso, e l'ottimo lavoro del premier al governo fa temere il cambio alla guida dell'esecutivo.

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Quirinale, la scelta dei partiti: scheda bianca

Centrosinistra

In Aula l'incontro tra il leader della Lega, Matteo Salvini, e il segretario nazionale del Pd, Enrico Letta, fa ben sperare. Ma per la prima votazione i giochi erano ormai fatti: l’indicazione della maggior parte dei gruppi era scheda bianca. Il Pd, oltre alla possibilità di un Mattarella bis, ha in Mario Draghi il candidato perfetto, anche se rischia di far saltare l'esecutivo. Fonti, non confermate, sostengono che il leader dem avrebbe parlato con il premier in giornata (come ha fatto anche Salvini). Poi tra i dem e gli alleati si è fatto il nome di Andrea Riccardi fondatore della Comunità di Sant'Egidio: proposto dal Movimento 5S, sarebbe stato accolto di buon grado anche dal Pd. Altra figura in campo è Pier Ferdinando Casini, favorito da un profilo bipartisan, presidente della Camera del centrodestra e poi eletto nelle liste del Pd. 

Centrodestra

Il centrodestra, messo da parte Silvio Berlusconi, valua tra i nomi quello della presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati o del coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani, senza escludere Franco Frattini, due volte ministro degli Esteri nei governi Berlusconi (ma anche Marcello Pera o Letizia Moratti). Il leader della Lega Salvini, oggi attivissimo nel cercare una soluzione, avrebbe anche avanzato il nome della direttrice del Dis, Elisabetta Belloni. Ma in mattinata ha incontrato Draghi, e forse si sta convincendo che il premier potrebbe essere veramente il punto di presidente ideale. Poi ha inviato un sms ai grandi elettori della Lega, i 212 delegati, di attenersi alla scheda bianca (Stessa indicazione ai deputati FI, ha fatto sapere Tajani, come a Noi con l'Italia, ha annunciato Maurizio Lupi). In Aula, durante la prima votazione Salvini ha parlato con la Meloni negli uffici della Camera ("Utile per fare il punto della situazione" rendono noto fonti della Lega). La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, comunque ha detto no a Mattarella e al premier, e ha proposto Carlo Nordio, affermando: "su cui ci pare difficile che si possano muovere obiezioni". Ma il leader del Carroccio non si è fermato e ha avuto un lungo e cordiale incontro con Letta negli uffici della Lega alla Camera. I due leader hanno così riaperto il dialogo e starebbero lavorando su diverse ipotesi, quindi si rivedranno domani. Salvini dopo ha incontrato anche Conte, che aveva appena visto Tajani. La strada verso il nuovo presidente sembra imboccata.

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