Lunedì 15 Luglio 2024
BRUNO VESPA
Editoriale e Commento

Ora Putin è disperato. E più pericoloso

Lo scenario dopo il golpe fallito

Vladimir Putin (Ansa)

Vladimir Putin (Ansa)

Roma, 1 luglio 2023 –  A una settimana dalla incredibile ‘marcia su Mosca’, abbiamo capito quanto bene vogliamo a Vladimir Putin. L’idea che la valigetta nucleare possa finire nelle mani di uno come Yevgeny Prigozhin è piuttosto agghiacciante. In Russia c’è una dittatura: i margini della libera stampa sono simbolici, gli avversari politici vengono arrestati (Alexei Navalny) o avvelenati. Eppure, salvo che a Mosca e a San Pietroburgo, nel resto della Russia il consenso per Putin è indiscutibilmente alto. L’idea che tutto il controllo del potere nella nazione madre e nei suoi satelliti soprattutto africani possa essere gestito da un potentissimo e intelligente mercenario è spaventosa.

Vladimir Putin (Ansa)
Vladimir Putin (Ansa)

L’Occidente ha fatto benissimo a non muovere un muscolo durante l’abbozzo di guerra civile di una settimana fa e a incrementare i suoi aiuti militari a Zelensky. Ma quanto è accaduto cambia profondamente anche lo scenario ucraino che ci riguarda direttamente. Putin è più debole. La presa senza un colpo di fucile della roccaforte strategica di Rostov e l’arresto della marcia a 200 chilometri da Mosca sono uno schiaffo che resterà stampato a lungo sul volto del nuovo zar. Che cosa fareste al posto suo? Quello che sta facendo: aumentare gli sforzi militari in Ucraina, colpire obiettivi civili, minacciare di fare sfracelli nella centrale atomica di Zaporizhzhia. L’esplosione della diga di Zakhovka nella regione chiave di Kherson è uno scherzo al confronto di quel che vorrebbe dire far esplodere la centrale nucleare dandone la colpa agli ucraini. Come nella notte del 24 febbraio 2022, i russi hanno a disposizione tutto il necessario: dalle divise ai documenti falsi. Non userebbero la temuta atomica tattica di cui porterebbero la firma, ma provocherebbero un devastante ‘incidente nucleare’ senza metterci la firma. Meglio Putin che Prigozhin, dunque, ma attenti alle reazioni di un uomo disperato.