Dettagliate video-lezioni molto sulle malattie infettive a disposizione di tutti i medici cinesi. Ci pensa un’azienda italiana, la Intermeeting. Che da 20 anni si occupa di formazione in ambito medico e non solo. Sedi a Bari e Padova, l’azienda ha fornito servizi per la formazione e l’aggiornamento scientifico di oltre 200mila medici in totale, 3mila solo in Italia nell’ultimo anno.

In Cina, adesso, milioni di medici potranno accedere ai contenuti sviluppati grazie alla collaborazione con le università italiane "su temi come la definizione e patogenesi delle malattie infettive emergenti e ri-emergenti, catena epidemiologica delle malattie infettive, implicazioni cliniche e socio-economiche e in ultimo prevenzione e controllo per affrontare il tema del ruolo del sistema sanitario nazionale", spiega Gabriele Croppo, country sales manager di Intermeeting.

Temi diventati all’ordine del giorno per i sistemi sanitari di tutto il mondo e, ancora di più, per quello cinese che adesso teme un’ondata di ritorno del contagio da coronavirus. Ma perché è stata scelta proprio un’azienda italiana? "L’esperienza sul campo dei medici italiani e il profilo di riconosciuta autorevolezza delle nostre università rappresentano, oggi più che mai, un tesoro che tutto il mondo ci chiede di condividere – aggiunge Gabriele Croppo –. Il percorso di e-learning realizzato per i medici cinesi, in collaborazione con la scuola di Igiene dell’Università di Padova, ci consente di rispondere in maniera veloce ed efficace a questo bisogno di condivisione e conoscenza, valorizzando le competenze della comunità scientifica italiana. Ci auguriamo che questo progetto possa consentire a tutti di compiere piccoli ma preziosi passi avanti, verso il ritorno alla normalità".

Intermeeting studia format tecnologici e formativi di ultima generazione e in Cina è l’unico operatore italiano accreditato. Ma l’azienda ha realizzato progetti di formazione anche in Sud America e negli Emirati Arabi. "La formazione a distanza è, in ambito medico, una formula che permette di avere numerosi benefici, primo fra tutti il risparmio di tempo e risorse per spostare docenti o discenti, senza perdere nulla in termini di efficacia e impatto della lezione", precisa Gabriele Croppo. Soluzioni che adesso, per le limitazioni imposte dalla pandemia del coronavirus, vengono guardate con attenzioni sempre maggiori. Non a caso lo studio "Adapting workplace learning in the time of Coronavirus" della società di consulenza McKinsey afferma che circa la metà dei corsi di persona programmati fino al 30 giugno 2020 sono stati rinviati o cancellati in Nord America e la cifra è più vicina al 100% in alcune parti dell’Asia e dell’Europa. Tuttavia, le aziende non possono permettersi di mettere in pausa la formazione e si affidano alle soluzioni digitali.

"L’emergenza da coronavirus sta spingendo molti improvvisati operatori ad affacciarsi alla formazione a distanza che tuttavia non può essere improvvisata per un problema di contenuto – afferma Gabriele Croppo –. È fondamentale che alle spalle ci sia un comitato scientifico autorevole".

Insomma: anche se le applicazioni più utilizzate permettono a tutti di organizzare riunioni digitali, non ci si improvvisa. o destinati ad avere vita breve sul mercato.