Venerdì 21 Giugno 2024
CRISTINA MAZZI
Economia

Testamento di Berlusconi, i dubbi del notaio: “Sul contenuto emergono problemi di interpretazione rilevanti”

L’analisi e i dubbi del notaio e professore universitario dell’Università del Salento Domenico Damascelli

“Il testamento olografo di Berlusconi? Sono molto colpito che le sue volontà non siano state affidate a una relazione per atto notarile ma piuttosto scritte a mano di suo pugno. Emergono problemi di interpretazione rivelanti, il quadro non è per nulla chiaro”. Ad approfondire dal punto di vista giuridico il groviglio di dati emersi è il notaio e professore universitario dell’Università del Salento Domenico Damascelli, che scorrendo le notizie che riguardano la pubblicazione del testamento di Berlusconi dipinge un quadro che rischia di lasciare aperti dubbi.

Il testamento olografo di Berlusconi
Il testamento olografo di Berlusconi

Le disposizioni particolari

Cento milioni per Marta Fascina, 30 per Marcello Dell’Utri. Sono questi i dettagli del testamento aperto nello studio del notaio Arrigo Roveda, a Milano. Fogli scritti a mano, contenuti in una busta non sigillata, datata ‘Arcore, 19 gennaio 2023’. “Nelle disposizioni a titolo particolare ci sono i cento milioni per la Fascina, i trenta a Dell’Utri e i cento milioni per il fratello Paolo - commenta il Damascelli -, ma nello stesso documento Silvio utilizza il termine “donazioni”. Un termine “improprio” (ma che resta valido) che la dice lunga sul fatto che l’abbia scritto da solo, un fatto inusuale. Da qui possiamo immaginarci la scrittura del testamento, forse frettolosamente, in prossimità del ricovero.

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Fininvest a Marina e Pier Silvio

A Marina e Pier Silvio va il controllo di Fininvest. Insieme i due figli maggiori deterranno la quota di maggioranza dell’azienda (il 53%). "Lascio la disponibile in parti uguali ai miei figli Marina e Pier Silvio – è scritto in un foglio in carta gialla, datato 2006 –. Lascio tutto il resto in parti eguali ai miei 5 figli Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi”. Ecco il paradosso, spiega Damascelli: “Il Cavaliere facendo riferimento alla “quota disponibile” ha richiamato le regole della successione necessaria. Quest’ultima stabilisce che la quota da suddividere si ottiene sommando il valore dei beni ereditati al momento della morte (sottratti i debiti) e aggiungendo le donazioni elargite in vita”. In questo caso, quindi, la quota disponibile peserebbe un terzo del patrimonio, mentre i due terzi sarebbero da suddividere per i 5 figli (cosiddetta quota di riserva). “Ma se in vita Berlusconi avesse già fatto donazioni per soddisfare la quota di riserva ai figli, a Barbara, Eleonora e Luigi non spetterebbero altri lasciti” sottolinea il notaio, sottolineando possibili problematiche di interpretazioni. Inoltre Berlusconi ha lasciato l’immenso patrimonio diviso tra tanti soggetti, “indice della volontà di lasciare uniti i figli? Ma può essere anche fattore di cause decennali fra di loro, che potrebbero prosciugare l’ingente patrimonio. Insomma siamo solo all’inizio, i tempi ancora molto lunghi” Conclude.

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Patrimonio immobiliare

L’immenso patrimonio immobiliare prevede, fra i tantissimi immobili: 

  • Villa San Martino di Arcore
  • Villa Certosa a Porto Rotondo
  • Palazzo Grazioli a Roma
  • Villa Comalcione sul Lago di Como
  • Villa Due Palme a Lampedusa
  •  Villa Belvedere a Macherio
  • Villa Campari sul Lago Maggiore
  • Villa Sottocasa a Vimercate
  • Villa Antigua nei Caraibi,
  • Villa Lampara a Cannes

Immobili che concorrono ovviamente a definire il patrimonio lasciato dal Cavaliere.