Da mercoledì 1° luglio scatta il taglio del cuneo fiscale previsto dalla manovra per il 2020 e da un successivo decreto legge pre-Coronavirus: e così circa 16 milioni di lavoratori dipendenti si ritroveranno in busta paga un aumento variabile che, compreso il bonus Renzi, nella maggior parte dei casi sarà intorno ai 100 euro. Un’operazione precedente alla pandemia che diventa operativa per il secondo semestre dell’anno e...

Da mercoledì 1° luglio scatta il taglio del cuneo fiscale previsto dalla manovra per il 2020 e da un successivo decreto legge pre-Coronavirus: e così circa 16 milioni di lavoratori dipendenti si ritroveranno in busta paga un aumento variabile che, compreso il bonus Renzi, nella maggior parte dei casi sarà intorno ai 100 euro. Un’operazione precedente alla pandemia che diventa operativa per il secondo semestre dell’anno e che, non a caso, viene rivendicata e rilanciata dal premier Giuseppe Conte e dai ministri Roberto Gualtieri e Luigi Di Maio, che avvisa: "Non sarà la rivoluzione, ma è sicuramente un importante passo avanti". Mentre, a sua volta, il vice-ministro dell’Economia, Laura Castelli, rilancia: "Con il taglio del cuneo fiscale abbiamo abbassato le tasse a 16 milioni di lavoratori. Adesso lavoriamo per far ripartire le aziende".

I lavoratori dipendenti con redditi compresi tra 8.174 e 26.600 euro continuano a percepire gli 80 euro del bonus Renzi, ma potenziato con un’integrazione di 20 euro: e si arriva a 100 netti per circa 11,7 milioni di addetti. I lavoratori con redditi sopra 26.600 e fino a 28.000, che non avevano il bonus Renzi, otterranno direttamente 100 euro mensili ex novo: si tratta di 4,3 milioni di occupati. Sopra 28.000 euro e fino a 40.000 è, invece, riconosciuta una nuova detrazione fiscale sperimentale fino a dicembre che decresce al crescere al reddito, fino a azzerarsi a quota 40 mila euro. In media si va da 480 euro di vantaggio annuo a zero.

Se dal quadro complessivo si scende nei singoli settori, una simulazione dello Studio De Fusco & Partners per il Sole 24 Ore indica una serie di esempi concreti. Nel comparto della scuola, per esempio, professori e amministrativi con redditi medi da circa 26 mila euro l’anno avranno un aumento di 73 euro mensili. Gli impiegati della manifattura privata, con 30 mila euro di reddito medio annuo, avranno un aumento di 92 euro netti mensili. Pubblica amministrazione: restano fuori circa 100 mila dipendenti su 3,1 milioni (magistrati, prefetti, alti dirigenti). Gli operai del privato raggiungeranno i 100 euro tra beneficio effettivo (20 euro) e bonus Renzi.