BATTERIE realizzate con carta e alluminio, anche riciclati, più potenti e leggere di quelle agli ioni di litio. È la rivoluzione made in Tuscany che permette di dire addio alle costose e impattanti “terre rare” con cui oggi vengono tradizionalmente prodotti gli accumulatori, anche quelli per auto elettriche. A realizzarla è un gruppo di brevetti partoriti dall’ingegner Fabio Cervelli responsabile scientifico di Top Form che si occupa di ricerca ingegneristica applicata, capogruppo di una serie di start-up innovative tra cui Natur Essence che in Valdelsa produce microalghe e altri prodotti di nutraceutica. Quella prodotta come prototipo è una batteria molto più leggera e piccola, più potente, che si ricarica più in fretta, fatta con materie riciclate e a sua volta completamente riciclabile, oltre...

BATTERIE realizzate con carta e alluminio, anche riciclati, più potenti e leggere di quelle agli ioni di litio. È la rivoluzione made in Tuscany che permette di dire addio alle costose e impattanti “terre rare” con cui oggi vengono tradizionalmente prodotti gli accumulatori, anche quelli per auto elettriche. A realizzarla è un gruppo di brevetti partoriti dall’ingegner Fabio Cervelli responsabile scientifico di Top Form che si occupa di ricerca ingegneristica applicata, capogruppo di una serie di start-up innovative tra cui Natur Essence che in Valdelsa produce microalghe e altri prodotti di nutraceutica. Quella prodotta come prototipo è una batteria molto più leggera e piccola, più potente, che si ricarica più in fretta, fatta con materie riciclate e a sua volta completamente riciclabile, oltre che più economica.

"Il litio – spiega Cervelli – è una risorsa oggi considerata insufficiente per muovere il futuro parco auto mondiale convertito all’elettrico, già potrebbe scarseggiare dal 2030 e ha ancora notevoli problemi. Soffre dell’effetto memoria, ha un numero di cicli di ricarica non infinito, sulle auto elettriche durano da 6 a 8 anni e già dopo 500 cicli tendono a essere meno performanti. Anche con le colonnine Fast per ripartire con il pieno occorrono almeno 25 minuti, molti per gli automobilisti abituati a “far benzina” in 5 minuti".

Qual è il maggiore vantaggio delle sue batterie?

"A parità di peso sono almeno tre volte più potenti. Oppure si può dire che a parità di peso sono tre volte più leggere. Come preferisce".

Sono anche più piccole?

"Sì, siamo riusciti oltre che a contenere il peso anche a limitare molto gli ingombri, diciamo che è possibile fare batterie molto piccole, anche molto sottili in dipendenza degli usi che vogliamo ottenere. A parità di potenza, le dimensioni si riducono ad un quarto circa".

Ma qualche difetto l’avranno, dureranno di meno rispetto a quelle agli ioni di litio?

"In verità no. Hanno una durata media in cicli di scarica e carica almeno doppia se paragonate alle più performanti oggi in commercio. In più la ricarica veloce alle colonnine Fast si potrebbe fare in meno di 10 minuti. Quasi come oggi dal benzinaio".

Se sono di carta e alluminio, si possono riciclare?

"Alluminio e carta riciclati sul mercato costano molto meno del litio e delle altre terre rare come il cobalto. Hanno anche un altro grande vantaggio, sono disponibili ovunque perché si ottengono dalle raccolte differenziate dei rifiuti urbani dalle lattine per le bevande, dagli imballaggi cellulosici. L’alluminio anche dai vecchi pannelli fotovoltaici, ne contengono fino al 10% del loro peso. Il litio invece si estrae solo in pochissimi Paesi del mondo, prevalentemente Cina e Usa, mettendo sempre a rischio rincari l’intera filiera industriale. Come succede in questi mesi con le materie prime che aumentano continuamente. Poi riciclare alluminio e cellulosa a fine vita delle batterie è molto più semplice che smaltire litio e cobalto".

Cosa aspettate a metterle in commercio allora?

"Top Form è una società di engineering che guida un gruppo di start up innovative, come Natur Essence o Officine Bioalgali, che studiano e realizzano soluzioni per la bioeconomia circolare e la transizione ecologica. In pratica ci occupiamo di ricerca applicata, arrivando alla prototipazione e, in alcuni casi, anche nella realizzazione dei primi impianti industriali come abbiamo fatto per la coltivazione delle microalghe. Questo sappiamo fare, produrre per commercializzare il prodotto finale è un compito che lasciamo a chi è più esperto di noi in questo settore. Selezioniamo partner industriali, non abbiamo mai pensato di passare direttamente alla vendita al dettaglio".

Come sono nate le batterie “green” made in Tuscany?

Abbiamo fatto qualche anno fa una scelta di qualità della vita, trasferendo tutte le nostre attività in Toscana. Le batterie, come le altre tecnologie pronte per la transizione ecologica, servivano per realizzare impianti carbon neutral per la coltivazione di microalghe, come la spirulina".