Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (Ansa)
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (Ansa)

Roma, 14 dicembre 2019 - Per il salvataggio da un miliardo di Banca Popolare di Bari, il governo interverrà  ''attraverso uno strumento che è nella pancia di Invitalia, Mediocredito Centrale". Lo spiega il premier Giuseppe Conte all'indomani della notizia di commissariamento da parte di Bankitalia dell'Istituto di credito "per perdite patrimoniali". Notizia che è fonte di tensione tra opposizioni e maggioranza e all'interno della stessa maggioranza. 

''Assicureremo a Mediocredito centrale le necessarie risorse per poi, con un fondo interbancario, intervenire per rilanciare la Popolare di Bari - continua Conte - . Avremo una sorta di Banca del Sud degli investimenti a partecipazione pubblica''. L'obiettivo, dichiara il presidente del Consiglio, è "la massima tutela dei risparmiatori".  "Non resteremo mai indifferenti rispetto ad una situazione critica di una banca - dice ancora - perché dietro ci sono 70mila azionisti e tanti correntisti". Viceversa, "non tuteleremo nessun banchiere".

Conte getta poi acqua sul fuoco delle polemiche nate in seno alle forze di governo: "Siamo un po' vivaci, ma siamo responsabili", assicura il premier. Del resto il tema banche, "è un nervo scoperto per molte forze politiche", un "tema divisivo". 

Conte: con Italia Viva obiettivi condivisi

Fino a ieri sera però non c'era però intesa sul decreto di salvataggio. Italia viva ha disertato il Consiglio dei ministri di ieri, con il capo delegazione Teresa Bellanova che spiegava: "Ci siano, ma non a occhi bendati. Siamo pronti a salvare gli istituti di credito insieme ai risparmiatori e ai posti di lavoro, ma non senza avere accertato le responsabilità che li hanno portati a quella situazione e non senza aver condiviso una strategia complessiva che eviti misure tampone ed emergenziali". Durissimo Luigi Marattin, vicepresidente dei deputati IV: "La convocazione improvvisa di un Cdm sulle banche, senza alcuna condivisione e dopo aver espressamente escluso ogni forzatura o accelerazione su questa delicata materia, segna quindi un gravissimo punto di rottura nel metodo e nel merito". 

Oggi il clima appare più disteso, almeno stando alle parole di Conte: "Ho sentito Marattin, nessuna tensione, abbiamo chiarito. Gli obiettivi sono condivisi". L'appuntamento è per il prossimo Cdm, dove si dovrà trovare una quadra: "Ci sarà una convocazione a breve - avvisa il premier -. Ieri abbiamo fissato gli obiettivi che vogliamo conseguire in tempi rapidi, secondo un disegno di politica coerente che avevamo in parte già impostato, non è che improvvisiamo". 

Di Maio frena: "Banca diventi pubblica"

Intanto però Luigi Di Maio frena. La Popolare di Bari "è un'altra banca con mega-buco provocato dai manager e da chi evidentemente doveva controllare e non l'ha fatto bene - scrive su Facebook il leader del Movimento 5 Stelle -. Tutti in queste ore parlano di decreto legge. Ma non corriamo troppo. Per noi ci sono 2 cose da fare prima di arrivare ad un decreto: vogliamo sapere da chi doveva sorvegliare cosa è emerso in questi anni. Quante sono state le ispezioni di Bankitalia negli ultimi tre anni? Cosa è emerso? Vogliamo sapere chi ha prestato soldi e a chi". 

"Se dobbiamo mettere soldi pubblici in una banca per evitare che saltino i conti correnti dei pugliesi - è la conclusione - quella banca deve diventare di proprietà dello Stato. Non faremo come qualcuno in passato con le banche Venete, che furono ripulite con i soldi degli italiani e poi furono regalate (al prezzo di un euro) ad altre banche". 

Il grillino vuole accelerare sulla Commissione di inchiesta sulle banche : "E' ferma da un anno. Ancora bisogna eleggere il Presidente. E' arrivato il momento di farlo. Quella commissione sono sicuro aprirà un vaso di Pandora. E non vediamo l'ora"

Salvini: serve comitato di salvezza nazionale

E sulla vicenda torna a intervenire oggi anche Matteo Salvini con un appello. Il leader della Lega vuole "un tavolo con un comitato di salvezza nazionale" per "salvare l'Italia". Perché "se salta la popolare Bari, salta la Puglia e salta l'Italia. Stiamo vivendo un momento drammatico, non penso sia più il momento delle polemiche". 

L'appello del sindaco di Bari

Un appello lo lancia anche il sindaco di Bari e presidente nazionale Anci, Antonio Decaro. "Il governo deve assolutamente intervenire per salvare la Banca Popolare di Bari così come è accaduto per altre realtà del nostro Paese. Altrimenti assisteremo allo sgretolamento dell'intero tessuto economico della città e oltre 70 mila famiglie perderebbero i loro risparmi". 

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