Più credito e investimenti per lo sviluppo

Bruno Villois Lo scenario socio economico è sempre più segnato dall’incertezza che si manifesta attraverso le grandi trasformazioni in corso. L’accelerata modernizzazione...

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Lo scenario socio economico è sempre più segnato dall’incertezza che si manifesta attraverso le grandi trasformazioni in corso. L’accelerata modernizzazione tecnologica, che sfocia nell’intelligenza artificiale e nel metaverso, rappresenta da una parte l’evoluzione e dall’altra il rischio del capitale umano di venirne sottomesso. In questo scenario di grandi fragilità, assume sempre più importanza il sistema finanziario rappresentato dalle banche, dai fondi di investimento e da quelli della previdenza integrativa, i quali, insieme ai fondi di private equity, pesano in misura rilevante sullo sviluppo delle imprese italiane, grazie all’apporto finanziario, ma anche professionale, per la gestione e per la valorizzazione. Ma il primo protagonista per il sostegno all’economia resta il sistema creditizio, il quale, grazie a un model business basato su una patrimonializzazione tra le più alte d’Europa, è oggi particolarmente solido e in in grado di fornire supporto finanziario al tessuto imprenditoriale. Oggi le banche italiane non solo sono tra le più resilienti e in grado di assorbire onde critiche, ma possono permettersi una politica dei dividendi tra le più consistenti del panorama di eurolandia. A fare la differenza è stata la trasformazione tecnologica, la politica del rischio commisurata non solo al merito ma anche al saper leggere il potenziale e alla capacità di saperlo indirizzare. La sfida del Paese è quella di rilanciare lo sviluppo con una crescita del Pil del 2-2,5% anno: per riuscirci servirà che tutte le componenti finanziarie private concorrano sostanziosamente per ridurre il maxi debito pubblico e intensificare gli investimenti.

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