Un operatore a Wall Street Sotto: Luca Giusti, trader e fondatore del progetto QTLab
Un operatore a Wall Street Sotto: Luca Giusti, trader e fondatore del progetto QTLab

"Acquisto sistematico di opzioni? Si può fare…". Dopo la pubblicazione della sua dispensa, sempre dedicata a questo argomento, Luca Giusti torna ad approfondire il tema del trading con le opzioni. Questa volta nel webinar in programma martedì 7 aprile all’interno del percorso formativo Investi-Bene-YouFinance.it.

Giusti è un trader sistematico su Opzioni e Futures dal 2002. Laurea in Economia, frequenta un dottorato di ricerca in direzione aziendale prima di diventare imprenditore. Fondatore del progetto QTLab (Quantitative Trading LAB - www.qtlab.ch ) dove sviluppa metodologie di trading quantitativo. Autore del libro "Trading Meccanico", edito da Hoepli, Socio Ordinario Professional e membro del comitato scientifico S.I.A.T., è docente dei corsi di QTLab e del Master SIAT, Giusti è consueto ricordare come in tutti i mestieri si può sbagliare, e in molti mestieri il risultato finale non dipende esclusivamente dal proprio operato, ma anche da fattori esogeni che non ricadono sotto il proprio controllo. Succede così nella medicina, e anche nel trading. Ma quella del trading "è una delle poche professioni dove se sbagli, perdi soldi". E sbagliare è, quanto mai possibile, in fasi di mercato molto complicate come quella che stiamo vivendo in queste settimane, con i mercati estremamente volatili a causa della pandemia del Coronavirus. Fasi, queste, durante le quali è più che mai, fondamentale sapere controllare il rischio.

Come fare? Approcciandosi all’operatività sui mercati, qualunque essi siano (obbligazioni, azioni, indici, materie prime) con le opzioni di tipo sistematico. E quindi controllando il rischio lavorando con strategie di vendita sistematica di opzioni (strumenti derivati che possono essere considerati una sorta di polizza sull’investimento, un paracadute anti-perdite) che permettano di guadagnare al passaggio del tempo. Per Giusti, in base alla sua esperienza e alla sua carriera professionale, approcciare il trading in maniera meccanica significa "operare sulla base di regole predefinite, dai setup di ingresso alla scelta di quanto allocare sulla prossima operazione, alle regole di gestione della posizione". Chi ha un approccio discrezionale al trading spesso ricerca l’iper-specializzazione, sia in termini di strategia sia di mercato su cui operare. Ma sui mercati finanziari, e lo confermano queste settimane burrascose, non esistono "garanzie".

Del resto, e i trader lo sanno, "nulla è per sempre" e una strategia di trading che un tempo funzionava adesso – vedi i repentini cambiamenti di direzione degli indici, delle azioni, delle materie prime a partire dal petrolio – può non essere più efficace. Quindi serve non una strategia ma un portafoglio di strategie. Quindi un cambio di prospettive – e questo potrebbe o dovrebbe essere il momento giusto per farlo – non molto diverso da quello richiesto al professionista che intende avviare un’attività imprenditoriale. Per cui diventa fondamentale comprendere come poter delegare parte del proprio lavoro ai collaboratori, iniziando dalla codifica di un’attività, passando per il suo trasferimento e infine monitorandone lo svolgimento.

Un approccio meccanico al trading rende possibili questi passaggi affidandoli a una macchina (trading automatico) anche se in certi contesti (e anche quello attuale) è ancora consigliabile inserire manualmente i propri ordini nella piattaforma.