Giovedì 23 Maggio 2024
ANTONIO TROISE
Economia

Nuovo record dell’occupazione. Ma è lite sulla decontribuzione Sud

A marzo +62,1%. Il 30 giugno stop agli sgravi. Nel mirino Fitto, che assicura: rinegozieremo con l’Ue

Nuovo record dell’occupazione. Ma è lite sulla decontribuzione Sud

Nuovo record dell’occupazione. Ma è lite sulla decontribuzione Sud

Da una parte l’Istat che segnala un’occupazione che marcia a pieno regime, facendo crescere a marzo il tasso di occupazione al 62,1% e crollare quello dei senza lavoro al 7,2%, con la creazione di 425mila posti di lavoro su base annua. Dall’altra, lo stop dal 30 giugno, degli sgravi contributivi previsti per i lavoratori del Sud, una misura che riguarda oltre 3 milioni di dipendenti con un costo annuo di 3,3 miliardi di euro. Una scadenza che ha fatto infuriare le opposizioni, ha spinto sul piede di guerra l’ex premier, Giuseppe Conte e l’ex ministra per il Sud, Mara Carfagna, promotori della cosiddetta "decontribuzione Sud", e ha sollecitato l’attuale responsabile del dicastero della Coesione, Raffaele Fitto, finito nel mirino delle polemiche, a scrivere una lunga e dettagliata nota per respingere ai mittenti le accuse e annunciare l’avvio di un nuovo negoziato con l’Ue.

Il ragionamento del ministro è semplice. La decontribuzione era stata decisa nel pieno dell’era del Covid, quando Bruxelles per venire incontro alle esigenze delle imprese soffocate dai lockdown, aveva allentato le regole sugli aiuti di Stato e concesso sgravi contributivi finanziati in parte con risorse nazionale e i parte con fondi europei. Si è andati avanti così, di proroga in proroga, fino al dicembre scorso, quando il governo Meloni ha ottenuto il prolungamento della scadenza dei sussidi fino a giugno prossimo. È vero, ricorda Fitto, che teoricamente gli sgravi potevano durare fino al 2029. Ma sono sempre soggetti alle autorizzazioni della Commissione e non una scelta autonoma dei singoli Stati membri. La domanda che il ministro si pone, parlando di ricostruzioni "false e pretestuose" da parte dell’opposizione, è però un’altra: "Perché le precedenti richieste, quando governavano, sono sempre state date per sei mesi o al massimo per 1 anno? Perché non hanno mai ottenuto l’autorizzazione fino al 2029 che oggi richiedono?". Del resto la decontribuzione Sud, secondo i report di Inps e Inapp, avrebbe dato un forte aiuto alla crescita dell’occupazione. I dati diffusi ieri dall’Istat confermano il trend positivo registrando due importanti novità. Prima di tutto l’aumento dei posti di lavoro ha riguardato tutte le categorie: giovani, donne, dipendenti, autonomi e tutte le fasce d’età con l’eccezione di quella tra 35 e 49 anni. La seconda novità è che a marzo, la crescita, è stata trainata dai lavoratori autonomi, con salgono di 55mila unità. Migliora anche la qualità dei nuovi posti.

L’esercito degli occupati registrati a marzo ha raggiunto i 23 milioni e 849mila lavoratori registrati, con un aumento su base annua di 559mila dipendenti stabili e 46mila autonomi mentre gli addetti "precari" sono calati di 180mila unità. L’unica nota negativa riguarda l’aumento degli inattivi, cioè di chi non ha né cerca un impiego, con il dato in crescita di 12 mila unità.

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro