Venerdì 14 Giugno 2024
GIORGIO COSTA
Economia

Tribunale russo blocca UniCredit. Sequestrati beni per 463 milioni

Decisione nell’ambito del contenzioso con un’impresa partecipata di Gazprom. Lunedì tavolo alla Farnesina

La Corte di arbitrato di San Pietroburgo e della regione di Leningrado ha ordinato il sequestro di asset per 463 milioni di euro della controllata russa di UniCredit, UniCredit Bank Jsc, e di UniCredit Bank Ag (Munich). Si tratta di una misura provvisoria nell’ambito della causa intentata da RusKhimAlyansa (uno degli operatori della costruzione di un complesso per il trattamento del gas contenente etano a Ust-Luga, una joint venture Gazprom e RusGazDobychi) a UniCredit Bank. Dopo che il 26 aprile, con una decisione inattesa, il presidente russo Vladimir Putin aveva firmato un decreto per il trasferimento temporaneo delle filiali russe dell’italiana Ariston e della tedesca Bosch alla russa Gazprom Domestic Systems, la società del gruppo statale Gazprom produttrice di elettrodomestici, ieri si è aperto un nuovo fronte nella guerra commerciale che la Russia ha avviato nei confronti dell’Italia. Questa volta la Russia, non il governo, come nel caso Ariston, ma un tribunale, alza l’asticella del confronto e mette nel mirino asset appartenenti a UniCredit.

Tra gli asset sequestrati ci sono titoli, proprietà immobiliari e fondi, incluse le partecipazioni in UniCredit Leasing Llc e UniCredit Garant Llc. Il caso è legato all’emissione di un “performance bond“ da parte di Unicredit e di altre banche su un contratto stipulato tra RusChemAlliance e il consorzio Linde per la costruzione di un impianto di trattamento del gas. Il consorzio Linde si è tirato indietro dall’impegno a causa del regime sanzionatorio Ue e la società russa ha preteso il pagamento delle garanzie da parte delle banche. Queste si sono rifiutate di effettuare il pagamento e la contesa viene affrontata adesso in tribunale, dove è stato disposto un sequestro conservativo di asset Unicredit per un valore complessivo di 463 milioni di euro. La società russa ha citato in giudizio, oltre a UniCredit, Deutsche Bank, Commerzbank, Bayerische Landesbank e Landesbank Baden-Wurttemberg.

UniCredit, in una nota, ha precisato che "il provvedimento cautelare ha ad oggetto solo alcuni beni sufficienti a soddisfare le pretese della parte attrice in caso di vittoria e non toccano quindi Uc AO Bank nella sua totalità", aggiungendo che "la vicenda sarà oggetto di ulteriori analisi e monitorata con attenzione". La Farnesina sta seguendo il caso e ha immediatamente convocato per lunedì prossimo il “tavolo Russia“, attivato dal ministro Antonio Tajani con le aziende e le istituzioni impegnate nel mercato russo.

In occasione del caso Ariston venne convocato l’ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov, il quale replicò che le azioni russe erano una riposta ad attività "che minacciano la sicurezza nazionale, economica ed energetica della Russa".

Lo scorso anno Mosca ha varato una legge secondo la quale può, senza alcun preavviso, sequestrare i beni di paesi ritenuti "ostili".