Il ‘Nano-day’ si è svolto a Milano dall’11 al 14 dicembre 2019, con imprese, esperti e giovani a confronto

Dal cibo ai cosmetici, fino ai generi alimentari: ecco le nuove sfide per il comparto delle nanoteclogie in questo 2020 cominciato da pochi giorni. I ricercatori di tutti Italia faranno meglio ad attivarsi e dimostrarsi pronti a intercettare le nuove opportunità.

Tute militari ‘intelligentì che bloccano le emorragie e somministrano farmaci salvavita. Costumi da bagno che minimizzano l’attrito con l’acqua, per infrangere ogni record nel nuoto. Ma anche nuovi cosmetici, sempre più efficaci, e soluzioni innovative per coltivare in maniera sostenibile. Sono alcune delle nuove frontiere delle nanotecnologie, un settore in continua espansione che in tutto il Paese può offrire opportunità di lavoro, anche ai giovani ricercatori.

A fotografare la situazione sono gli esperti riuniti all‘Università di Milano-Bicocca per la quarta edizione del Nano-day, che ha avuto luogo lo scorso dicembre. Il convegno internazionale è stato ospitato per la prima volta dall’ateneo milanese, che lo promuove insieme al Consorzio Italbiotec e al Consorzio interuniversitario nazionale per le Scienze ambientali, con il patrocinio della Regione Lombardia.

Un’importante occasione per i giovani ricercatori, che fino al 14 dicembre hanno potuto mettersi alla prova tra presentazioni, incontri con le imprese e una competizione per lavori scientifici nel campo delle nanotecnologie e dei nanomateriali, non solo in ambito universitario.

«Le nanotecnologie stanno evolvendo rapidamente, con applicazioni un tempo impensabili», spiega Filippo Maurizio Acciarri, professore associato di Fisica alla Bicocca, tra gli organizzatori del convegno. «Nella tavola rotonda di apertura, lo ha testimoniato anche il Coni, parlando dei costumi da bagno dei record e dei nuovi sensori per monitorare gli atleti – spiega Acciarri –. Ma anche il gruppo Leonardo di Finmeccanica, con i nuovi prodotti frutto della ricerca in campo militare, e poi Assobiotec-Federchimica, con le nuove prospettive non solo nell’industria farmaceutica ma anche chimica e biochimica». A trainare il settore nanotech, infatti, non è soltanto lo sviluppo di nuovi farmaci a bersaglio. «C’è un grande interesse per le nanotecnologie applicate alla cosmetica, all’agricoltura e alla produzione sostenibile del cibo, e anche alla purificazione dell’acqua dagli inquinanti. Per questo – conclude l’esperto – servono nuove leve che propongano idee».

Ricercatori, ma anche consulenti, funzionari di agenzie, ingegneri, comunicatori e imprenditori: le nanotecnologie aprono nuove e interessanti prospettive occupazionali per il futuro a diverse figure professionali. Si parte dalle nanostrutture e nanotecnologie, per aprirsi alle nanobiotecnologie: sono presenti dottorati non solo per laureati in Fisica, Chimica, ma anche per Ingegneri, Bio-ingegneri, Biologi. Non solo ricerca, però: scienze dei materiali, elettronica, informatica, biologia, medicina, chimica, ingegneria aerospaziale e molecolare, ambiente. Sono alcuni degli ambiti d’applicazione delle nanotecnologie, che rappresentano e rappresenteranno sempre più in futuro una vera e propria rivoluzione a livello occupazionale.

Ma un settore così innovativo e in forte espansione, presenta anche dei rischi? Parallelamente all’aumento del numero di prodotti ‘nano’, crescono anche le preoccupazioni suscitate dai rischi associati alle ultime frontiere, soprattutto per la salute. Secondo alcuni dati forniti dall’Inail (l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro), l’importanza di parlare dei rischi legati a nanotecnologie e nanomateriali «è sempre più fondamentale».

«Entro il 2020, il 20% circa di tutti i prodotti fabbricati a livello globale impiegheranno una certa quota di nanotecnologie – si legge in un report, datato 2010, dell’Organizzazione internazionale del lavoro –, con circa sei milioni di lavoratori occupati in tutto il mondo». In Italia, in base ai dati Istat, si stimano più di 670mila soggetti coinvolti dall’impatto delle nanotecnologie. Microelettronica e semiconduttori, chimica, farmaceutica e biotecnologie, energia e ambiente: il futuro parte da qui.