Giovedì 23 Maggio 2024

Se la mitica auto di James Bond ha un Dna italiano

I fans di James Bond lo sanno bene: la Aston Martin è l’automobile più amata dall’Agente 007, in omaggio ad...

I fans di James Bond lo sanno bene: la Aston Martin è l’automobile più amata dall’Agente 007, in omaggio ad una certa irresistibile idea della Union Jack, la Gran Bretagna, la regina Elisabetta e l’erede Carlo, le memoria dell’Impero, eccetera eccetera. Quello che invece molti ignorano, è che la Aston Martin del nuovo millennio ha assorbito un Dna straordinariamente italiano.

Cioè il brand di James Bond ha cercato nella Terra dei Motori, nella Emilia ruggente, gli uomini e le intelligenze per riguadagnare appeal sui mercati globali. La faccio breve. Oggi L’azionista di riferimento di AM è un signore canadese. Lawrence Stroll ha fatto una fortuna con un marchio dell’abbigliamento e soprattutto ha un sogno nel cuore: far diventare campione del mondo di F1 il figlio Lance, oggi compagno di squadra di Fernando Alonso nel team da Gran Premio di Aston Martin.

Ma questo, appunto, riguarda le corse, gli autodromi.

Per la produzione di serie, Stroll senior ha chiamato un ingegnere toscano, il bravissimo Roberto Fedeli. Mica uno qualsiasi: Fedeli, che per hobby suona in una rock band, è stato per anni il direttore tecnico delle Ferrari ’da strada’, nonché il presidente del Centro Ricerca e Sviluppo di Fiat Chrysler.

Non solo. Mister Stroll ha voluto, per il rilancio di Aston Martin, un consulente prestigioso: il mitico Amedeo Felisa, amministratore delegato del Cavallino all’epoca della gloriosa era Montezemolo. Quindi, fate attenzione! Quando nel prossimo film di 007 vedrete l’agente segreto al servizio di Sua Maestà sfrecciare a bordo di una Aston Martin nuova di zecca, beh, ricordatevi che dentro quella macchina c’è tanto talento italiano.

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