Mercoledì 29 Maggio 2024

Dacia Duster taglia i consumi col nuovo ibrido

di Giuseppe Tassi Dacia Duster è l’auto che ha reso popolare il concetto di Suv. Solida, essenziale, ruote alte e prezzi...

di Giuseppe Tassi

Dacia Duster è l’auto che ha reso popolare il concetto di Suv. Solida, essenziale, ruote alte e prezzi bassi. Con questa ricetta ha venduto 2,2 milioni di unità in 15 anni di storia e ben 320 mila sono finite in Italia. Che non a caso è il secondo mercato europeo per il marchio Dacia, della galassia Renault.

Oggi Duster arriva alla terza generazione e tenta un salto di qualità importante: tutto nuovo tranne l’essenziale, perché il marchio rumeno vuole tenere fede al suo precetto base: assicurare al cliente il miglior rapporto qualità-prezzo nella categoria.

Una nuova piattaforma (CMF-B) eclettica e condivisa con le sorelle Sandero, Logan e Jogger, ha concesso più libertà a designer ed ingegneri. Così negli stessi 4,43 metri del modello precedente è stato ricavato uno spazio maggiore per i passeggeri della fila posteriore e un bagagliaio più ampio. Ma la nuova base costruttiva assicura anche una riduzione del rollio (-21%) grazie a barre più rigide, migliore stabilità in curva e nei cambi di direzione. Sono evoluti pure servosterzo e penumatici con un rumore di rotolamento ridotto di due volte.

Il design è solido e robusto, in linea con l’immagine del brand. Lo interpretano il frontale molto verticale, i passaruota evidenti e la cintura protettiva che circonda tutto il veicolo, con le bande laterali molto marcate per uno stile decisamente outdoor. E nel cambiamento c’è un lodevole sforzo di sostenibilità con le piastre protettive e gli altri elementi della cintura in Sytrakle, un materiale riciclato per il 20% che non prevede verniciatura ed è ideale per assorbire graffi e tocchi accidentali senza lasciare traccia. L’abitacolo sale di qualità con una plancia più ampia, bocchette d’aria a forma di Y, motivo ritornante nei fari e nelle finiture dell’auto,cockpit digitale da 7 pollici e touch da 10,1 di facile uso. Una piccola leva per il cambio automatico prende il posto della classica cloche nella versione Hybrid 140.

È proprio questa motorizzazione il fiore all’occhiello del nuovo Duster grazie al 4 cilindri benzina 1,6 sposato a un motore eletrico da 49 cv per una potenza complessiva di 141 cv. Disponibili anhe il Tce da 130 cv mild-hybrid con un benzina 1.2 e il superclassico Eco-G con doppio serbatoio benzina-Gpl che raggiunge i 1400 km di autonomia. Sulle colline intorno a Malaga il test-drive della versione Hybrid 140 conferma le qualità e le risorse della nuova nata. Il cambio automatico elettrificato, con un piccolo motorino elettrico collegato alla trasmissione, funge da equilibratore.

Così la batteria da 1,2 kWh e la frenata rigenerativa consentono di circolre in città fino all’80% in elettrico e di ridurre i consumi del 20% nel ciclo misto e del 40% in quello urbano. L’auto ha brio e scatto, resta equilibrata nelle curve e offre la sensazione di un salto di qualità molto evidente, in linea con le attese dei costruttori. La versione Hybrid 140 costa 26.300 euro (senza incentivi) e il prezzo d’ingresso per la Eco-G è di 19.700 euro.