Bollette luce e gas, addio mercato tutelato: l’incognita dei prezzi. Guida per non sbagliare

Cosa succede da gennaio? Nove milioni di italiani saranno costretti a cambiare regime. Le tariffe, non più regolamentate ciclicamente e per legge da Arera, saranno proposte dalle aziende di commercializzazione. Ecco come

Roma, 29 novembre 2023 – Anno nuovo, bolletta nuova. Dal primo gennaio 2024 cambia tutto. Tranne sorprese dell’ultimissima ora, infatti, circa 9 milioni di famiglie dovranno dire addio al cosiddetto mercato tutelato e passare a quello "libero". Una rivoluzione che, però, potrebbe anche nascondere molte insidie. Ecco una mini-guida per evitare brutte sorprese.

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Che cosa succede da gennaio

Passeremo dal mercato tutelato (dove le tariffe sono decise mensilmente per il gas e ogni tre mesi dall’Arera) a quello libero, dove il prezzo sarà direttamente deciso dalle società in un regime concorrenziale. In particolare, il passaggio avverrà a gennaio per il gas e ad aprile per l’elettricità

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Che cosa bisogna fare

Bisognerà aspettare una comunicazione da parte dei gestori a famiglie e condomini con le nuove offerte. I consumatori potranno, naturalmente, scegliere sul mercato la tariffa più conveniente su quelle offerte. Le uniche deroghe riguardano i cosiddetti nuclei "vulnerabili" (percettori di bonus sociale, soggetti con gravi situazioni di salute, famiglie con case colpite da eventi calmitosi, etc…) che continueranno a essere serviti a condizioni contrattuali ed economiche definite e aggiornate dall’Autorità.

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Che cosa succede se non scelgo

Non c’è il rischio di un’interruzione della fornitura. Con il gas, almeno per un anno, si passerà al prezzo libero ma senza variazioni sulla bolletta. Poi, dopo dodici mesi, scatta il sistema "placet", meno vantaggioso. Per l’elettricità, invece, chi non effettua la scelta passerà al Servizio a Tutele Graduali, sempre per tre anni.

Quanto posso spendere di più

Non è detto che il passaggio comporti un aggravio dei costi. Oggi, ad esempio, le tariffe del mercato libero, soprattutto quelle con contratti a prezzo fisso, sono più convenienti di quelle tutelate. Per i consumatori, però, il rischio di un rincaro delle tariffe esiste. Secondo una stima di Arera, la differenza media fra il mercato libero e quello tutelato, al netto delle condizioni contrattuali decise dalle aziende, può arrivare al 24%.

La scelta sarà vincolante?

I contratti, generalmente, hanno durata variabile ma, di solito, non sono mai inferiori ad un anno. Dopo questo periodo, e rispettando le clausole previste per la rescissione del contratto, si può cambiare gestore.

Come evitare le trappole

Occorre prestare molta attenzione alle proposte dei gestori che, fra prezzi bloccati, bonus e offerte accattivanti, possono trarre in inganno. Bisogna ricordare che la concorrenza fra le società che erogano luce e gas si fa solo su due componenti: il costo della materia prima e la commercializzazione fissa. Tutte le altre voci, come gli oneri di sistema, le imposte, le spese per il contatore, sono regolamentate per legge.

Come cambiare il fornitore

Per attivare un’offerta luce o un’offerta gas del mercato libero serve avere a portata di mano i seguenti documenti dell’intestatario della nuova fornitura: passaporto o carta di identità, codice fiscale, indirizzo della fornitura, codice Pod per la luce e Pdr per il gas, numero di telefono e Iban. Il passaggio può anche essere fatto on line.

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