Roma, 26 settembre 2018 - Nel vorticoso tira e molla sulla manovra finanziariaM5S e Lega avrebbero raggiunto un'intesa sul deficit. Di Maio oggi ha insistito che la soglia del 2% non è un tabù e la sfida è mantenere le promesse tenendo il bilancio in ordine, mentre il ministro del Tesoro Tria è rimasto sulle sue posizioni: "Ho giurato nell'interesse della Nazione". Ma M5s ha cercato l'asse con la Lega per convincere Tria a portare il rapporto deficit-pil al 2,4% già nella nota di aggiornamento al Def.

Aggiornamento: Tria sotto assedio. Lega: "Se non ci sta, troveremo un altro ministro"

Il Carroccio ha valutato e Salvini ha riunito i suoi esperti economici. "L'accordo c'è, lo zero virgola è l'ultimo dei problemi, nessuno fa o farà gesti eclatanti per uno zero virgola", ha detto il leader leghista al termine del vertice. "Il paese deve crescere - ha aggiunto - i ragazzi devono lavorare e occorre fare investimenti produttivi".

E il reddito di cittadinanza c'è in manovra? "Certo, ci mancherebbe altro", ha risposto il vicepremier. "È nel contratto di governo - ha aggiunto -, e io quando firmo un accordo vado fino in fondo". "Anche io sono fedele agli interessi della nazione e che la gente torni a lavorare e pagare meno tasse", ha continuato il ministro dell'Interno replicando a Tria. "Questa manovra dovrà essere fondata sul lavoro, sul diritto al lavoro, sul rispetto del lavoro e sul pagamento del lavoro", ha sottolineato. Quanto ai tecnici, il vicepremier ha tagliato corto: "A me stan simpatici tutti".

Domani ci sarà con ogni probabilità il Consiglio dei ministri che dovrà varare la nota di aggiornamento al Def con le nuove stime di crescita e gli obiettivi di finanza pubblica. Ma la riunione dovrebbe essere preceduta da un altro vertice di governo. M5s già fa sapere che, nonostante le resistenze del Mef, non solo il reddito di cittadinanza ma anche la riforma della legge Fornero per introdurre 'quota cento' per le pensioni anticipate è una 'conditio sine qua non' per votare la legge di Bilancio. "Non ci fermeranno i tecnocrati né gli euroburocrati. Orgogliosamente dalla parte del popolo italiano", ha scritto Di Maio sui social. "La battaglia che dobbiamo portare avanti", ha spiegato poi, è contro "una zavorra del vecchio sistema di cui dobbiamo liberarci perché vogliamo che il nostro paese spicchi il volo".

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, numeri non ne ha voluti dare e ha rimandato a domani: il rapporto deficit/Pil previsto nella manovra "ve lo comunico domani dopo il Consiglio dei ministri", ha detto parlando dal floor del New York Stock Exchange senza volere dire se supererà o no il 2%. 

TESORETTO PER I TRUFFATI DALLE BANCHE - Intanto nella trattativa per la manovra spunta un "tesoretto" da circa 1,5 miliardi di euro da utilizzare in larga parte per risarcire i risparmiatori truffati dalle banche, punto inserito dal M5s che  aumenta la platea dei provvedimenti che il Movimento intende intestarsi nella legge di bilancio. Il tesoretto che, a quanto risulta, il M5s vorrebbe utilizzare per fare fronte ai risarcimenti è custodito al Mef ed alimentato dalle somme provenienti dai cosiddetti rapporti dormienti negli istituti di credito. La gestione dei questi fondi è appannaggio della Consap che raccoglie le domande di rimborso da parte degli eventuali aventi diritto. Lo scorso anno il fondo del Mef aveva 'in pancia'0 circa 1,3 mld e quest'anno, si stima, la cifra potrebbero essere arrivata ad almeno 1,5 mld.