Il vicepremier Matteo Salvini (Lapresse)
Il vicepremier Matteo Salvini (Lapresse)

Roma, 21 settembre 2018 - E’ l’ultima frontiera della «pace» con l’erario e assume le forme della «pace contributiva» con l’Inps. Una formula, coniata dai responsabili economici della Lega e che sarà portata oggi al summit del governo sulla legge di Bilancio, per indicare una serie di possibili vie agevolate per coprire buchi contributivi, riscattare gli anni della laurea a costi più contenuti rispetto a oggi, sistemare (per i datori di lavoro) pendenze previdenziali dei propri dipendenti. Fino alla possibilità di versamenti volontari per conquistare prima i requisiti per l’agognata pensione.

Manovra, Tria: "Con proposta M5s reddito di cittadinanza anche agli stranieri"

A mettere a punto l’ultima ipotesi del capitolo previdenza della manovra sono stati gli sherpa del Carroccio in una lunga riunione tra Massimo Garavaglia, Massimo Bitonci e Claudio Durigon, con Matteo Salvini. Il primo intervento di revisione della legge Fornero, quota 100 con 62 anni di età e 38 di contributi, avrà «oneri sopportabili per la finanza pubblica» e passerà anche per la «pace contributiva». Allo studio, spiegano i tecnici della Lega al lavoro sul pacchetto complessivo di misure, ci sono, infatti, anche strumenti che consentano di coprire buchi contributivi dal 1996 in poi, ad esempio per gli autonomi ma non solo o per recuperare gli anni universitari. Un modo, spiega il partito di via Bellerio in una nota, per «favorire l'aumento volontario della contribuzione da parte dei lavoratori». Ancora in corso di approfondimento i limiti alla platea coinvolta in quota 100 e quindi i costi complessivi della misura, che finora è stata quotata in casa Lega attorno ai 7-8 miliardi. Si sta ancora ragionando sull'opportunità di fissare un limite minimo anche di contributi, oltre che di età. Arrivando fino a 65 anni e 35 di contributi, infatti, la platea dei potenziali lavoratori in uscita il prossimo anno arriverebbe a quasi 500mila, mentre lo stesso Salvini pone un obiettivo più basso: «Se riusciremo a mandare in pensione l'anno prossimo tre-quattrocentomila italiani – ha spiegato - penso che avremo fatto un buono lavoro». 

Nell’ipotesi più larga, sarebbero quattro le combinazioni per lasciare il lavoro prima delle condizioni attuali: 65 e 35, 64 e 36, 63 e 37 e 62 e 38. Ma nel novero delle soluzioni in gioco vi sono anche uscite legate a crisi e esuberi con l’intervento dei fondi di solidarietà. Confermato anche l'impianto del pacchetto fiscale, dalla «pace» - non solo una tantum ma anche misure strutturali che riducano il contenzioso - alla flat tax per gli autonomi e la «super-Ires» per le grandi imprese, fino alla richiesta di introdurre la cedolare secca al 21% anche per gli affitti commerciali. L'ampliamento della platea dell'attuale regime forfettario peraltro, sottolineano i leghisti, consentirà a molte piccole attività «che non sono strutturate» di non doversi cimentare subito con la fatturazione elettronica. Sul tavolo la Lega porterà anche la richiesta di tagliare le accise sulla benzina e di partire subito con lo sblocco al 100% del turnover per le forze di polizia.