Lunedì 22 Luglio 2024
GIADA SANCINI
Lavoro

Oltre l’emergenza. La seconda vita dello smart working

Oltre l’emergenza. La seconda vita dello smart working

Oltre l’emergenza. La seconda vita dello smart working

Le aziende pubbliche e private vogliono essere più incisive e si orientano verso soluzioni organizzative che le aiutino a ridurre i rischi derivanti dal mancato governo dei criteri Esg. Lo evidenzia una ricerca di Variazioni, secondo cui oltre l’89% delle realtà intervistate dichiara che il tema della sostenibilità è, per la funzione Hr, centrale e strategico.

Oltre allo smart working – strumento chiave per la sostenibilità – l’indagine ha evidenziato come le organizzazioni adottino misure volte al benessere e a promuovere l’equità. Il lavoro agile viene messo a regime dal 86% delle imprese, +30% delle organizzazioni rispetto all’anno scorso. Se nel 2022 il principale obiettivo che spingeva le aziende a fare smart working era il work-life balance, quest’anno primeggia l’innovazione dei modelli organizzativi col 40% dei rispondenti: chiaro segnale del superamento del lavoro agile come risposta emergenziale, per abbracciare invece una visione strategica dello smart working come occasione per migliorare e rivedere processi, strutture e dunque performance dal punto di vista della strategia aziendale e della sostenibilità. Il 72% delle organizzazioni dichiara l’impegno ad agire per migliorare l’equità. Lo smart working è la principale tra le misure adottate per favorire l’inclusione e l’equità: non soltanto come uno strumento di work-life balance. Tra le azioni di Diversity, Equity & Inclusion, spiccano il welfare aziendale e la formazione specifica sul tema, ma anche certificazioni e gestione della genitorialità in azienda".

"Il panorama del mondo del lavoro post emergenziale dà il lavoro agile per scontato e si scopre sempre più sostenibile – commenta Arianna Visentini (nella foto in basso), Ceo e founder di Variazioni – Aumentano le misure per la diversità, l’equità e l’inclusione anche sotto la spinta di una crescente consapevolezza che le direttive europee contribuiscono a maturare. Superata l’emergenza, oggi le organizzazioni introducono misure per il benessere perché finalmente rientrano in un piano di gestione del rischio. In questo senso, lavoro agile e sostenibilità sono due facce della stessa medaglia: le realtà che hanno compreso che lo smart working non parlava solo di orari e sedi di lavoro ma di strategie, di posizionamento nel mercato, di valorizzazione dei talenti e attenzione alle persone e al territorio, sono quelle che si faranno trovare pronte e competitive all’appuntamento con la sostenibilità".