Mercoledì 22 Maggio 2024

Meglio guadagnare 2.000 euro al mese o crescere i figli?

Roberta Rossi * Essere mamma in Italia è complicato. Capisco che tante rinuncino ad esserlo perché, come osserva la demografa Maria...

Roberta

Rossi *

Essere mamma in Italia è complicato. Capisco che tante rinuncino ad esserlo perché, come osserva la demografa Maria Teresa Testa, c’è un "problema di conciliazione tra compiti familiari e lavorativi". Un problema enorme, che mi ha riproposto nella sua drammatica attualità un’amica: "Devo decidere se rientrare sul lavoro e guadagnare 2.000 euro al mese o crescere i figli". Posta così, un’alternativa atroce. Avevo già sentito questo aut aut quando la figlia della vicina di casa ha avuto due bellissimi gemelli: "Non mi conviene tornare a lavorare: con quello che guadagno, i soldi andrebbero alla baby sitter". Non è vero, dal punto di vista economico non funziona così. Anche quando la prospettiva non è rientrare al lavoro e guadagnare 2.000 euro al mese, ma meno, per esempio 1.500 euro, si stanno facendo diversi errori di calcolo. Lo stipendio va alla baby sitter per un periodo al massimo di 15 anni, mentre il tempo del lavoro dura almeno il doppio. Quindi, lasciando il lavoro, a quanto esattamente stiamo rinunciando?

Facciamo due semplici calcoli. Poniamo che la baby sitter/assistente costi 1.500 euro al mese comprensivi di contributi: la pagherete al massimo per 15 anni. In tutto fa 270.000 euro. Poniamo, invece, che continuiate a lavorare e che vi entri la stessa cifra. 1.500 euro netti al mese x 12 mesi sono 18.000 euro l’anno. Moltiplicati per trent’anni di lavoro, fa oltre mezzo milione di euro. Aggiungete poi i soldi che lavorando avrete in pensione. Stimando che si andrà in pensione con il 60-70% dello stipendio calcolate 750 euro al mese di pensione per vent’anni, considerando la speranza di vita delle donne. Sono altri 187 mila euro. Continuare a lavorare vi ha dato 687 mila euro in più. Sono un sacco di soldi in più dei 270 mila euro che avete dato alla baby sitter. Soldi che vi proteggono da tanti rischi: essere una famiglia monoreddito, per esempio, o l’eventualità di un divorzio, adesso che sono cambiate le regole e il tenore di vita non vale più. Da un punto di vista economico lasciare il lavoro per crescere i figli non conviene. Soprattutto perché si dovrebbe considerare nel computo del costo della baby sitter che i figli si fanno (normalmente) in due e quindi che al massimo vi porta via mezzo stipendio. Metà del costo della baby sitter, per fare un calcolo corretto, mettiamolo sulle spalle anche del marito.

Abbiamo fatto la parte facile, quella economica. Però la scelta di crescere i figli non poggia mai sui numeri ma su altri fattori: non si spiegherebbe altrimenti come mai così tante donne in Italia scelgano lavori part-time condannandosi, finanziariamente parlando, a mezzo stipendio subito e a meno di mezza pensione domani.

* Responsabile Consulenza Personalizzata

SoldiExpert SCF

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