Venerdì 19 Luglio 2024
ANTONIO TROISE
Economia

Lavoro: 394.000 posti in più. Ma si cerca tra parenti e amici

I dati dell'Istat sul mercato del lavoro nel primo trimestre mostrano un aumento degli occupati e dei contratti stabili. Tuttavia, persiste l'abuso della raccomandazione per trovare lavoro. Ministra e sindacati commentano i risultati.

Lavoro: 394.000 posti in più. Ma si cerca tra parenti e amici

Lavoro: 394.000 posti in più. Ma si cerca tra parenti e amici

Ancora un risultato positivo per il mercato del lavoro. I dati del primo trimestre di quest’anno, diffusi ieri dall’Istat, mettono a segno l’ennesimo record, con un aumento degli occupati su base annua di circa 400mila unità. Tutto bene, allora? Non proprio. Perchè sempre nello stesso report dell’ufficio di statistica emerge con chiarezza che gli italiani continuano a cercare un posto di lavoro utilizzando i canali più abusati, quelli che passano attraverso la "raccomandazione" di parenti o amici. Segno evidente di un mercato del lavoro dove il meccanismo della domanda e dell’offerta risulta ancora inceppato.

Fra le buone notizie anche il forte aumento dei contratti stabili, rispetto a quelli a tempo determinato o precari. Infatti, a trainare la crescita, sono i rapporti di lavoro a tempo indeterminato (+3,1%) seguiti dagli "indipendenti"(+1%). Calano, invece, i contratti a termine (-132mila, con una flessione del 4,6%). La dinamica segnalata dall’Istat è positiva anche su base congiunturale, confrontando il primo trimestre di quest’anno con quello precedente. Gli occupati aumentano di 75mila unità (+0,3%), con la crescita dei dipendenti permanenti (+92mila, +0,6%) e degli autonomi (+32mila, +0,6%), che compensano il calo dei dipendenti a termine (-49mila, -1,7%). Il tasso di occupazione raggiunge il 62,0%, il tasso di disoccupazione scende al 7,2% e quello di inattività sale al 33,1%. Gli italiani, però, continuano ad utilizzare canali alternativi a quelli "canonici" per trovare un’occupazione. La pratica di rivolgersi a parenti, amici e conoscenti resta la più diffusa: la quota di chi lo fa rimane al 75,7%, come indicano sempre i dati Istat sul primo trimestre dell’anno, confrontati con il primo trimestre 2023. Seguono l’invio di domande e curriculum (65,4%, +1,3 punti) e la consultazione di offerte di lavoro (49,2%, +1,8 punti). In maggiore aumento, tra i disoccupati, risulta la quota di chi si rivolge al Centro pubblico per l’impiego (27,3%, +3,3 punti) e, seppur meno intensamente, cresce anche quella di chi si rivolge alle agenzie private di intermediazione o somministrazione (20,0%, +0,8 punti).

Soddisfatta la ministra del Lavoro, Marina Calderone, soprattutto per l’aumento dei contratti stabili che smentirebbe le critiche della Cgil sul record dell’occupazione. Un punto su cui insiste anche la Cisl, dicendo basta "all’enfasi sulla precarietà", perché - sostiene - distoglie dagli altri problemi che riguardano l’occupazione di donne e giovani. Per Confesercenti, l’aumento degli occupati sta trainando la crescita, grazie anchalla spinta di turismo e ristorazione, che tra gennaio e marzo - sottolinea - registrano una crescita di dipendenti del 6,9%.