Giovedì 20 Giugno 2024
ANTONIO TROISE
Economia

La relazione di Bankitalia. Panetta suona la sveglia: "Possiamo tornare a crescere"

Le prime considerazioni finali del nuovo governatore: serve aumentare la produttività "Ma per farlo occorre invertire il calo demografico e investire nelle nuove tecnologie".

Fabio Panetta, 64 anni, governatore della Banca d’Italia

Fabio Panetta, 64 anni, governatore della Banca d’Italia

Roma, 1 giugno 2024 – Non siamo "condannati alla stagnazione". L’Italia può "tornare a crescere e contare in Europa e, con l’Europa, nel resto del mondo". Ma per farlo dovrà ridurre il debito pubblico, rilanciare gli investimenti, governare le dinamiche demografiche e spingere sulla produttività. Parola del governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, al suo esordio con l’appuntamento delle Considerazioni finali, uno dei momenti più attesi per misurare lo stato di salute del Paese. Il numero uno di Palazzo Koch parla davanti ad un parterre di eccezione. In prima fila i suoi predecessori, Mario Draghi e Ignazio Visco, e poi banchieri, imprenditori, sindacalisti. Insomma, il gotha dell’economia.

I problemi che Panetta declina nelle 27 cartelle della sua relazione sono noti e, sono lì, sia pure con le dovute differenze storiche da trent’anni, dal libro bianco di Jacques Delors. Ancora oggi, spiega il Governatore, "guidano i nostri ragionamenti: geopolitica, tecnologia, demografia e finanza". Ma questo non significa affatto che siamo condannati. Anzi, il segnale che arriva da Via Nazionale è di una forte fiducia. "Non riesco a credere che un Paese con la nostra storia, le nostre risorse, le nostre potenzialità, non possa oggi superare le difficoltà che sono sotto gli occhi di tutti. L’Italia ha concorso a fondare l’Ue, ora può e deve concorrere al suo progresso".

E per far capire che, il suo, non è solo un ragionamento astratto, Panetta mostra un grafico eloquente. Fra il 2019 e il 2023, il Pil italiano è infatti cresciuto del 3,5% contro l’1,5% della Francia e lo 0,7% della Germania. La dinamica di investimenti ed esportazioni è stata consistente (+15% e +9%) e superiore a quella di Francia, Germania, Spagna e della media europea. "Certo hanno aiutato gli incentivi fiscali, le politiche monetarie espansive ma una spinta è arrivata dalla reazione delle imprese che deve proseguire su quella strada, specie sulla produttività, "ancora insufficiente".

Un aiuto potrebbe arrivare dalla discesa dei tassi di interesse, che è prevista per i prossimi mesi. Secondo il governatore Panetta la stretta sui tassi tra 2022 e 2023 "è stata necessaria", ora però "dobbiamo evitare che la politica monetaria diventi eccessivamente restrittiva, spingendo l’inflazione al di sotto dell’obiettivo" del 2%.

Ma l’economia italiana deve affrontare due grandi nodi. Il primo è quello del calo demografico, che ridurrà da qui al 2024 il numero di persone in età lavorativa di 5,4 milioni di unità. Un fenomeno che si accompagna anche alla fuga dei cervelli dal nostro Paese: dal 2008 al 2022 sono emigrati 525mila giovani e solo un terzo è tornato in Italia.

Il secondo è quello della produttività: il recupero è infatti la strada principale per aumentare i salari, rimasti al palo rispetto ai partner europei. L’unico strumento vero per consolidare la ripresa economica, insieme alla gestione del flusso migratorio e all’aumento del tasso di occupazione.

Ma per spingere sulla crescita occorrerà anche investire sulla tecnologia, anche rafforzando il credito di imposta per le imprese. Sarà importante, però, una migliore qualità dell’azione pubblica, che dovrà accelerare il percorso delle riforme e spendere tutte le risorse del Pnrr, che potrebbero innalzare il Pil di oltre due punti percentuali.

A banche solide, imprese dinamiche e lavoratori formati che assicurano una crescita economica dovrà infine affiancarsi una discesa del debito pubblico, con "un piano credibile volto a stimolare la crescita e la produttività e nel contempo, realizzare un graduale e costante miglioramento dei conti dello Stato". Un messaggio raccolto dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che ha assicurato un’attenzione costante su questo tema.