Venerdì 21 Giugno 2024
SOFIA SPAGNOLI
Economia

K-pop: i fan coreani si sentono messi da parte

Il mercato della musica popolare coreana è ormai concentrato al 90% all’estero

Cuffie

Cuffie

Dopo anni di crescita in patria, il futuro e la fortuna del K-pop si sono ora decentralizzati, spostandosi dalla Corea del Sud agli States: molti dei più grandi successi K-pop di oggi sono cablati per un pubblico americano. Basti pensare che questa settimana, "Like Crazy", un singolo del membro dei BTS Jimin, ha raggiunto la vetta della classifica Billboard Hot 100 ma si è classificato più in basso in Corea del Sud.

Complessivamente, secondo K-Pop Radar, un tracker del settore, circa il 90% di tutti gli ascoltatori di K-pop vive al di fuori della Corea del Sud. Una tendenza che fa riflettere e anche preoccupare gli stessi fan coreani, i quali temono che mentre l’industria del K-pop è presa a cercare di incassare quanto più possibile, ricercando fan all’estero, si stia lasciando alle spalle i propri fan coreani e tutto ciò che ha reso celebre il genere in madrepatria.

Una faida pubblica tra colossi

Nell’ultimo periodo, una faida aziendale insolitamente pubblica e aspra che ha coinvolto le principali compagnie K-pop ha affascinato fan accaniti, ascoltatori occasionali, artisti e figure del settore. Al centro c'era SM Entertainment, una delle etichette discografiche più importanti, circondata da due corteggiatori: Hybe, l’etichetta dietro i BTS, e Kakao, un colosso tecnologico sudcoreano che ha creato app di messaggistica, cruciali in Corea del Sud, ma che hanno avuto scarso successo all'estero.

Uno dei primi segnali di sconvolgimento è arrivato a febbraio, quando, come riporta il New York Times, SM Entertainment ha cacciato il suo fondatore, il produttore Lee Soo-man, considerato il padrino del K-pop, per accuse di scorrettezze finanziarie. Il signor Lee in risposta alle accuse, dopo aver negato di aver commesso l’illecito, ha deciso di vendere parte della sua partecipazione nella società a Hybe, che a quel punto è diventata, inaspettatamente, la maggiore azionista di SM Entertainment.

Tra i due litiganti, il terzo gode

Una mossa strategica, dopo la quale Hybe ha cercato in tutti i modi di avvicinarsi quanto più possibile alla sede di SM Entertainment, per aumentare la sua influenza su di essa. Ma SM Entertainment, che ha visto questo avvicinamento come pericoloso e ostile, ha deciso di proporre un accordo al secondo corteggiatore: Kakao. Fresco di aver raccolto quasi un miliardo di dollari dai fondi sovrani in Arabia Saudita e Singapore, Kakao ha offerto 962 milioni di dollari per una partecipazione del 35% in SM Entertainment. La mossa non è stata apprezzata di certo da Hybe, che ha accusato SM Entertainment di "comportamento illogico" e ha chiesto un'ingiunzione del tribunale per bloccare un accordo con Kakao. SM Entertainment ha dato ai dipendenti un aumento del 15% per incentivarli a sostenere la fusione con Kakao. I dissidenti sono stati espulsi.

Alla fine, le tasche profonde di Kakao hanno vinto. La scorsa settimana, ha annunciato di aver acquisito una partecipazione del 40% in SM Entertainment, le cui azioni erano raddoppiate di valore durante la battaglia per l'acquisizione.

Per i fan, la manovra è stata una dimostrazione di come le motivazioni guidate dal profitto delle società abbiano, ancora una volta, prevalso sugli interessi di artisti e sostenitor.