Roma, 12 settembre 2019  - L'ultimo rapporto Istat mostra segnali positivi sul mercato del lavoro, ma in un contesto di stagnazione economica. Nel secondo trimestre dell'anno il tasso di disoccupazione scende al 9,9% (-0,4 punti): a livello trimestrale è il dato più basso dopo il quarto trimestre del 2011 (9,2%).

Infatti nel secondo trimestre il numero degli occupati cresce di 130 mila unità (+0,6%) rispetto al trimestre precedente, con l'aumento dei dipendenti permanenti (+97 mila, +0,7%) e quello "meno intenso" dei dipendenti a termine (+16 mila, +0,5%) e degli indipendenti (+17 mila, +0,3%). 

Ma l'Istat segnala anche che nello stesso periodo, per le ore lavorate, si osserva una lieve diminuzione su base congiunturale (-0,1%) e un rallentamento della crescita in termini tendenziali (+0,4%). "Queste dinamiche del mercato del lavoro - afferma l'Istat - si inseriscono in una fase di sostanziale ristagno dell'attività economica confermata, nell'ultimo trimestre, da una variazione congiunturale nulla del Pil".

Infati se il tasso di occupazione sale al 59,1% (+0,3 punti), il tasso di inattività rimane stabile al 34,3% in tre mesi. Gli occupati stimati dalla rilevazione sulle forze di lavoro dell'Istat risultano pari a 23 milioni 390 mila persone. Nel confronto rispetto al trimestre precedente, la crescita risulta più accentuata nel Mezzogiorno (+1,1%) rispetto al Nord e al Centro (+0,4% e +0,3%, rispettivamente). Per quanto riguarda invece i disoccupati, la stima scende a 2 milioni 545 mila persone.

Nella ricerca di lavoro continua ad essere privilegiato l'uso di canali informali, come rivolgersi a parenti, amici e conoscenti (82,7%, -0,7 punti); seguono l'invio di curriculum (65,4%, -0,5 punti) e la ricerca su internet (55,6%, -2,0 punti). In aumento tuttavia sia la quota di disoccupati che ha contattato il Centro pubblico per l'impiego (22,3%, +1,1 punti) sia quella di quanti si sono rivolti alle agenzie di somministrazione (12,2%, 1,6 punti).