14 feb 2022

Banca Ifis fa il pieno di utili e investe sul digitale

Ok al piano industriale che prevede nuove assunzioni, partnership e una pioggia di dividendi per gli azionisti

andrea telara
Economia
RECORD STORICO DEI RICAVI Sopra, il vicepresidente di Banca Ifis Ernesto Fürstenberg Fassio. A sinistra, la presentazione del Piano industriale 2022-2024 e, sotto, l’ad Frederik Geertman, che ha ricordato i due principali campi di attività dell’istituto: le soluzioni bancarie e creditizie per le Pmi e la gestione dei crediti deteriorati (Npl)
RECORD STORICO DEI RICAVI Sopra, il vicepresidente di Banca Ifis Ernesto Fürstenberg Fassio. A sinistra, la presentazione del Piano industriale 2022-2024 e, sotto, l’ad Frederik Geertman, che ha ricordato i due principali campi di attività dell’istituto: le soluzioni bancarie e creditizie per le Pmi e la gestione dei crediti deteriorati (Npl)
L’ad Frederik Geertman

Assunzioni di personale, nuove partnership strategiche, digitalizzazione delle attività e maggiore efficienza operativa, accompagnata da un’attenzione ai temi della sostenibilità. Sono i punti-chiave del nuovo piano triennale di Banca Ifis, presentato la scorsa settimana a Milano, assieme ai dati di bilancio sul 2021. Nello scorso esercizio, la banca ha visto i propri ricavi salire del 28,8% su base annua e raggiungere il record storico. Il margine di intermediazione ha toccato infatti i 602,5 milioni di euro contro i 467,8 milioni del 2020, mentre l’utile netto di pertinenza della capogruppo è cresciuto del 46,2%, attestandosi a 100,6 milioni di euro contro i 68,8 milioni dell’esercizio precedente. Archiviato un anno di risultati a doppia cifra, i vertici di Banca Ifis hanno illustrato gli obiettivi del business per il periodo 2022-2024, contenuti nel nuovo piano industriale. Nell’arco di tre esercizi, l’utile netto è atteso di nuovo in crescita fino a 161 milioni mentre i profitti netti cumulati tra quest’anno e il 2024 dovrebbero raggiungere i 400 milioni. Nello stesso periodo, è attesa una pioggia di dividendi per un totale di 200 milioni di euro nell’arco di 3 esercizi. Il che corrisponde a un payout ratio (cioè a una quota di utili distribuiti in rapporto al totale dei profitti realizzati) pari al 50%. I vertici della banca hanno spiegato anche come verranno raggiunti questi risultati. I pilastri sono quattro e sono scanditi dalla sigla scelta per denominare il piano industriale: D.O.E.S. (Digital, Open, Efficient e Sustainable). Il primo asse portante è quello delle tecnologie digitali, in cui verranno investiti ben 76 milioni di euro. Il secondo pilastro (Open) è un modello di ‘Bank as a platform’ (la banca come piattaforma) che prevede l’avvio di partnership strategiche ad alto potenziale per cogliere opportunità sul mercato, sia nella distribuzione di prodotti creditizi, sia nell’acquisto e nella ...

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