di Achille Perego Una "macchina per fare risultato". Carlo Messina, Ceo di Intesa Sanpaolo, ha ricordato così, in conference call, dopo la presentazione dei risultati del terzo trimestre (507 milioni di utile netto), la sua definizione della prima banca italiana, terza in Europa, sempre vera e ancora di più al tempo del Covid. Perché nei primi nove mesi 2020 Intesa è riuscita a battere le previsioni con un utile netto contabile di 6,4 miliardi che scende a 3,1...

di Achille Perego

Una "macchina per fare risultato". Carlo Messina, Ceo di Intesa Sanpaolo, ha ricordato così, in conference call, dopo la presentazione dei risultati del terzo trimestre (507 milioni di utile netto), la sua definizione della prima banca italiana, terza in Europa, sempre vera e ancora di più al tempo del Covid. Perché nei primi nove mesi 2020 Intesa è riuscita a battere le previsioni con un utile netto contabile di 6,4 miliardi che scende a 3,1 escludendo l’avviamento negativo (3,3 miliardi) Ubi Banca (la cui integrazione procede con "successo") e i due mesi del suo apporto ai risultati. E tolti 1,3 miliardi di rettifiche di valore su crediti per i futuri impatti della pandemia il risultato sarebbe di 3,96 (+20%) con una "significativa ripresa" nel terzo trimestre del margine di interesse (+3,9%) e delle commissioni (+6,7%). Ma anche così, sottolinea Messina, ricordando che il goodwill di Ubi sarà allocato nel quarto trimestre per affrontare ancora più solidi e forti il 2021, si tratta del secondo miglior risultato dei nove mesi dal 2008 (premiato dalla Borsa con un più 3,71%) e già superiore ai 3 miliardi di utile stimato per tutto il 2020 (3,5 nel 2021). Per il Ceo, in un periodo di "eccezionale complessità", Intesa ha confermato "la capacità di raggiungere gli obiettivi" e i risultati molto positivi ottenuti, "ci consentono di proseguire nel ruolo di motore al servizio della crescita inclusiva e sostenibile".

Con 59 miliardi di credito erogato a famiglie e imprese, 7600 aziende riportate in bonis e oltre 125 milioni donati per l’emergenza Covid. Il gruppo con Ubi – per cui entro fine 2021 sarà presentato un nuovo piano industriale – prevede dal 2022 un utile netto sopra 5 miliardi e il proseguimento del focus sulla remunerazione degli azionisti. Per Messina, Intesa è una delle banche "meglio posizionate" per poter riprendere la distribuzione dei dividendi una volta ottenuta l’autorizzazione della Bce.

Si conferma un payout del 75% per il 2020 e del 70% per il 2021 e in aggiunta la distribuzione – dopo la verifica con la Bce – da riserve del dividendo sul 2019. Infine, Intesa si conferma una delle banche europee più solide patrimonialmente con un Cet 1 ratio al 15,2% mentre prosegue sia la riduzione dei crediti deteriorati (meno 2,7 miliardi da fine 2019) sia dei costi operativi (-3,7%).