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6 giu 2022

Il futuro? Digitale e infrastrutture

6 giu 2022
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Il futuro? Digitale e infrastrutture
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Il futuro? Digitale e infrastrutture

IL FUTURO dell’Italia e delle sue imprese passa dagli investimenti sul fronte delle infrastrutture e della digitalizzazione. Temi affrontati nel secondo appuntamento del ciclo "Italia 2022: Persone, lavoro, Impresa" organizzato da PwC Italia e a cui ha partecipato il ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale Vittorio Colao. Ma anche temi che fanno da focus al Pnrr che dovrebbe, con i fondi europei, contribuire a colmare il divario tra investimenti attuali e fabbisogno ottimale al 2040. Gap che ammonterà a 373 miliardi, pari allo 0,73% del Pil Italiano. I settori interessati da questo ritardo sono: il ferroviario (238,5 miliardi), portuale (78,9) ed energetico (39,1 miliardi). Colmare il divario infrastrutturale implica prima colmare i divari interni del nostro Paese, soprattutto tra Nord e Sud e tra centro e periferia. Per questo motivo il Pnrr stanzia complessivamente 81,4 miliardi (pari al 21,8% del gap di 373) per gli investimenti sulla rete ferroviaria e la sicurezza stradale; l’intermodalità e la logistica integrata, in termini sia di digitalizzazione che di collegamento alle grandi linee di comunicazione europea; mobilità sostenibile e trasporto pubblico locale e infrastrutture digitali.

L’investimento complessivo genererà un fabbisogno di lavoro pari ad oltre 600 mila unità, presenti per la metà nelle costruzioni e per oltre 100 mila negli altri servizi di mercato. "Il gap infrastrutturale fisico del nostro Paese – sottolinea il presidente e ad di PwC Italia Andrea Toselli - costa 70 miliardi ogni anno in termini di export, pari a 15% del totale. Se tutti gli investimenti previsti dal Pnrr e la leva degli investimenti privati venissero effettuati nei tempi ci consentirebbero di avere entro il 2030 una crescita del valore aggiunto complessivo di 288 miliardi, il cui beneficio sarebbe fortemente orientato sul settore delle costruzioni per circa il 40%. Ma anche il gap digitale delle nostre imprese è significativo. Abbiamo, infatti, un’intensità digitale d’impresa al 60% contro gli obiettivi del 90%. A livello di investimenti in IOT, per le aziende oltre i 10 dipendenti, siamo solo ottavi in Europa.

Gli investimenti del Pnrr per accelerare il processo di transizione digitale e tecnologica delle imprese italiane dovrebbero consentire però nel 2024 "di avere un mercato digitale italiano complessivo di 94 miliardi, del 13% superiore – ricorda sempre il presidente e ad di PwC Italia – a quello che avremmo avuto senza questo importante supporto". E dentro questo percorso di digitalizzazione delle imprese rientra anche l’attenzione al tema della cybersecurity. Per ridurre i rischi connessi al digitale, conclude Toselli "è necessario fare cultura sulle persone che rappresentano il vero punto di forza delle imprese, per cui è necessario fare cultura in ambito digitale, soprattutto nel momento in cui abbiamo un uso diffuso dello smart working".

a. pe.

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