di Achille Perego

Un’occasione unica per avviare "un grande piano di messa in sicurezza ed efficientamento energetico degli edifici". Il presidente dell’Ance Gabriele Buia si riferisce al Superbonus del 110%. La misura, prevista dal decreto Rilancio, per cui a ottobre si è completato il quadro normativo di riferimento previsto dal D.L. 342020, convertito a luglio in legge dal Parlamento, è forse l’unica capace davvero di rilanciare l’economia e non essere solo un aiuto alle famiglie in difficoltà al tempo del Covid. Il mondo delle imprese e dei professionisti, gli operatori del mercato immobiliare ma anche banche e compagnie di assicurazione (a partire dalla cessione del credito di imposta) sono scesi in campo per favorire l’utilizzo del nuovo Superbonus che consente, per i lavori edilizi effettuati dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, una maxi detrazione fiscale del 110%.

Lavori che, sottolinea sempre Buia, possono contribuire a rilanciare concretamente l’economia "se si considera che l’impatto del Superbonus per il primo anno è di almeno 6 miliardi di ricadute dirette sul settore, che diventano oltre 20 tenendo conto che ogni euro investito in costruzioni ne attiva altri 3,5 grazie alla lunga filiera che ne fa parte".

Del resto, all’ultima edizione di Saie Bologna, l’Osservatorio Saie realizzato da Sanef su un panel di aziende di produzione, distribuzione e servizi per le costruzioni, ha rilevato come, tra gli incentivi più efficaci per rilanciare un settore che arriva da lunghi anni di crisi, il 56% delle imprese indica proprio il Superbonus insieme con il bonus ristrutturazioni (59%) e l’Ecobonus (65%).

Più in generale, al nuovo maxi sconto fiscale dovrebbe seguire il varo di un grande piano di edilizia residenziale pubblica che, come ha spiegato durante il Saie, Federica Brancaccio, presidente di Federcostruzioni, "faccia da stimolo al rinnovo dell’intero patrimonio immobiliare italiano, del valore di 5350 miliardi di euro". Patrimonio che comprende anche 1,2 milioni di condomini. Un terzo dei quali, secondo le stime dell’Anaci, potenzialmente interessato all’utilizzo del Superbonus per un giro d’affari complessivo di 50 miliardi.

Il nuovo Superbonus, che si aggiunge ma non sostituisce gli incentivi preesistenti e ancora in vigore (bonus ristrutturazioni al 50%, Ecobonus al 65%, bonus facciate al 90%), ha portato il risparmio fiscale al 110% sulle spese sostenute per gli efficientamenti energetici (Ecobonus) e gli interventi antisismici (Sisma Bonus) sugli edifici. Per l’Ecobonus lo sconto riguarda in particolare gli interventi per l’isolamento termico (il cosiddetto “cappotto”) eo la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale e riscaldamento con impianti centralizzati o caldaie di classe A a condensazione, pompe di calore, sistemi geotermici. In presenza di questi interventi cosiddetti “trainanti” il bonus è riconosciuto anche per altre opere (infissi, pannelli fotovoltaici, centraline per la ricarica elettrica delle vetture).

All’interno del superbonus al 110% possono rientrare, qualora si effettuino lavori di efficientamento energetico come il cappotto, anche gli interventi sulle facciate degli edifici il cui bonus sarebbe in scadenza il 31 dicembre. Le spese che rientrano nel nuovo Superbonus (per esempio fino a 30-60mila euro per caldaie e impianti centralizzati per singola abitazione) danno diritto a una detrazione fiscale (Irpef e Ires) del 110% da utilizzare nella dichiarazione dei redditi in cinque rate annuali di eguale importo per ogni anno ma anche per compensare i pagamenti dovuti con l’F24.

Possono usufruire del nuovo Superbonus le persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti e professioni. La detrazione riguarda i lavori effettuati sulle parti comuni e di singole unità abitative dei condomini, di edifici unifamiliari (al massimo due, comprese quindi le seconde case, ma non di lusso), gli istituti autonomi case popolari e le cooperative di abitazione.

La grande novità del nuovo Superbonus è quella di poter cedere il credito fiscale non solo all’impresa, con lo sconto in fattura, ma anche a soggetti terzi come le banche, le compagnie di assicurazione e gli intermediari finanziari che non hanno perso tempo per lanciare le loro offerte dalla cessione del credito (con una commissione da pagare ma che comunque permette di effettuare i lavori a costo zero) a pacchetti chiavi in mano per seguire tutto l’iter dei lavori e delle certificazioni per ottenere lo sconto fiscale, compresa l’asseverazione sulle spese del commercialista o del Caf per evitare preventivi troppo gonfiati.