Altro che bolidi, berline o utilitarie. La mobilità del post-pandemia, almeno a giudicare dai numeri, sarà sempre più ecologica e sulle due ruote. Nel mese di maggio, secondo i dati di Confindustria-Ancma (Associazione nazionale ciclo motociclo e accessori), c’è stato infatti un vero e proprio boom di vendite per le biciclette, con una crescita del 60% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il che significa, tradotto in valore assoluto, 200mila bici vendute in 30 giorni e oltre 540mila da quando è finito il lockdown.

Ma come mai gli italiani sono divenuti amanti delle due ruote e dei pedali? La ragione è legata proprio all’emergenza Coronavirus che tiene lontane ogni giorno milioni di persone dai mezzi di trasporto pubblico, dove ovviamente i rischi di contagio aumentano. Per questo nelle grandi città, secondo una ricerca di Swg, ben 4 italiani su 10 hanno scelto i monopattini e le biciclette per spostarsi. Inoltre, si prevede che una buona parte di persone non abituate a muoversi in bici (quella tradizionale o quella elettrica) inizierà a usarla dopo la pandemia.

Di fronte a questo fenomeno le compagnie assicurative non potevano certo restare indifferenti. Tutti gli italiani, infatti, oggi sono obbligati ad assicurarsi contro gli incidenti quando vanno in giro in moto o in auto. Nessuno (o quasi) finora si è mai assicurato contro gli incidenti in bicicletta o su altri mezzi ecologici come i monopattini. Si tratta però di rischi tutt’altro che trascurabili, almeno a leggere le statistiche del Consiglio Europeo della Sicurezza dei Trasporti, aggiornate al biennio scorso. Tra il 2010 e il 2018, sulle strade europee sono morti infatti ben 19.450 ciclisti, mentre in Italia, soltanto nel 2018, sono stati 219 i ciclisti che hanno perso la vita.

Emerge dunque l’esigenza di polizze che proteggano gli assicurati durante gli spostamenti di qualsiasi tipo. Tra le imprese assicuratrici, a muoversi in questa direzione è stato di recente il gruppo Zurich, che ha proposto ai suoi clienti due nuove garanzie all’interno della polizza Zurigò (il prodotto di riferimento della compagnia per le comperture RC Auto contro gli incidenti stradali). Chi sottoscrive la polizza Zurigò può acquistare anche la garanzia "RC della Mobilità e della Vita Privata" e la garanzia "Infortuni della mobilità". Alla base di queste coperture c’è appunto l’idea di dare ai propri clienti una protezione completa in combinazione con la polizza auto, non limitandosi alla copertura del singolo veicolo ma offrendo appunto garanzie diverse per tenere conto delle nuove abitudini delle famiglie. "Con l’evoluzione della mobilità, cambia anche il paradigma della protezione assicurativa", ha detto Elena Rasa, chief underwriting officer di Zurich Italia, "la polizza non è più legata al singolo veicolo ma al concetto di mobilità in tutte le sue forme. Vogliamo offrire ai nostri clienti una protezione che parte dalla polizza auto ma che non si limita alla copertura del veicolo e include garanzie evolute".

In particolare, chi richiede la garanzia RC della Mobilità e della Vita Privata è protetto dai danni che provoca a terzi nella quotidianità, indipendentemente dal fatto di essere in auto: sono compresi per esempio i danni derivanti dall’utilizzo della bicicletta (che sia di proprietà o che si tratti di un servizio di bike sharing), quelli causati viaggiando a bordo di un’auto condivisa con altre persone, ma anche i "guai" provocati dagli animali domestici o derivanti dall’utilizzo dell’abitazione (di residenza o presa in affitto per le vacanze). Chi aggiunge alla polizza Rc Auto la garanzia Infortuni della mobilità del contraente si assicura invece contro gli imprevisti che possono accadere alla guida di mezzi diversi dalla propria auto: per esempio una qualsiasi bicicletta, una vettura a noleggio. Ma la stessa polizza copre anche gli infortuni subiti da chi viene urtato da un mezzo mentre si sta camminando per strada. Se la vita quotidiana oggi sta diventando sempre più dinamica, insomma, anche la polizza diventa modulabile dagli assicurati.

Andrea Telara