Sabato 20 Luglio 2024
BEPPE BONI
Economia

Il generale della Finanza: "Droga e immigrazione. Italia vedetta dell’Europa"

Giuseppe Gerli al vertice del Comando aeronavale: “Siamo il Grande fratello della Gdf. Pattugliamo il Mediterraneo anche dal cielo per scovare clan e scafisti"

Roma, 28 giugno 2024 – Il Grande fratello della Guardia di Finanza. Il Comando aeronavale che vigila sull’Italia dal cielo e sul mare ha un nuovo comandante, il neo promosso generale di corpo d’armata (su proposta del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti), Giuseppe Gerli. L’ufficiale ha maturato la propria esperienza professionale anche con incarichi di vertice, di staff e coordinamento in enti esterni al Corpo in diverse sedi tra cui Roma, Palermo, Novara e fra le altre cose ha comandato la regione Emilia Romagna e la Legione allievi di Bari delle Fiamme Gialle.

Migration

Generale di cosa si occupa il comando aeronavale?

"La Gdf è di fatto la polizia del mare. I comandi territoriali gestiscono i controlli sulle coste mentre dal reparto di cui ho appena assunto la responsabilità dipendono tutte le forze aeronavali di proiezione che vigilano anche nelle acque internazionali".

Che consistenza ha il reparto?

"Sono operative diverse migliaia di uomini con decine di aerei ad ala fissa come gli Atr 42 e 72, i Piaggio P80, elicotteri, motovedette d’altura capaci di un’autonomia di diversi giorni in mare per le operazioni più complesse, motoscafi, un pattugliatore multiruolo".

Dove operano uomini e mezzi del comando aeronavale?

"Soprattutto nell’area sud dell’Italia dove vigiliamo su traffici di armi, stupefacenti, contrabbando, flussi di migranti clandestini. Tutti i nostri uomini sono specialisti, compresi quelli impegnati nel settore delle telecomunicazioni".

Il narcotraffico utilizza gli scambi in mare?

"Certamente, uno dei nostri compiti è proprio quello di vigilare su cosa succede eventualmente al largo, anche in acque internazionali. Può succedere che lo scambio di grossi quantitativi di stupefacenti avvenga proprio fuori dalle acque territoriali".

Quali sono le aree più critiche?

"A Sud, verso la costa nord africana, ma vigiliamo anche sul Mediterraneo".

Immigrazione clandestina.

"È uno dei settori che ci impegna molto. Collaboriamo con gli Stati europei, extra europei e con Frontex, l’agenzia dell’Unione europea. Aerei ed elicotteri sono operativi ogni giorno, segnalano ogni eventuale movimento sospetto in mare e le motovedette se necessario si occupano anche dei soccorsi".

Generale lei ora ha un doppio incarico?

"Ancora per qualche tempo mantengo anche il ruolo di ufficiale di collegamento tra la Gdf e il ministero dell’ambiente sulle operazioni relative al Pnrr. Qui la collaborazione fra i due enti è fondamentale per lo scambio di dati e informazioni che riguardano la quotidianità, ma anche per eventuali indagini in corso".

Ci sono infiltrazioni del clan mafiosi nel Pnrr?

"È uno dei rischi di cui tenere conto. Anche su questo fronte la Finanza ha messo in campo tutti meccanismi di vigilanza".