Mutui alle stelle. Il 2024 sarà l’anno della svolta

Il 2023 è stato un anno difficile e costoso per chi aveva un mutuo variabile sottoscritto per finanziare l’acquisto di una casa

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori

Roma, 15 gennaio 2024 – Il 2023 è stato un anno difficile e costoso per chi aveva un mutuo variabile sottoscritto per finanziare l’acquisto di un immobile o ne ha acceso uno nuovo, quasi sempre a tasso fisso, pagando tassi ben più elevati rispetto al recente passato.

La stretta monetaria decisa lo scorso anno a più ripresa dalla Bce ha avuto infatti un effetto pesante anche sul costo dei mutui. Tanto che secondo i dati di Bankitalia, in ottobre i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (Tasso annuale effettivo globale, Taeg) si sono collocati al 4,72%, dal 4,65% di settembre.

Un vero e proprio record, come segnala Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori. Per trovare un Taeg maggiore, pari a 4,91 bisogna risalire infatti al gennaio 2009 in piena crisi finanziaria.

Considerando l’importo e la durata media di un mutuo, un balzo dei tassi così consistente significa che la rata, per chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile, è cresciuta in un anno da 671 a 784 euro, con un rincaro pari a 113 euro al mese.

Una stangata annua pari a 1.356 euro. Rispetto a due anni fa la rata invece è passata da 571 a 784, con un incremento di 213 euro al mese, pari a 2.556 euro all’anno.

Per Facile.it, diretta dal ceo Maurizio Pescarini il rincaro delle rate è stato ancora maggiore tanto che considerando un finanziamento medio (126mila euro in 25 anni) da gennaio 2022 le rate sono cresciute fino al 65%, con un aggravio complessivo di oltre 3.100 euro.

Il 2024 però si prospetta meno negativo per i mutui e quindi anche per finanziare l’acquisto di una casa. Se gli analisti prevedevano un’inversione di tendenza sul fronte del costo del denaro e quindi delle mosse sui tassi della Bce, per la seconda metà del 2024. Secondo i Futures sull’Euribor (aggiornati al 4 dicembre), l’indice potrebbe scendere già da marzo 2024, passando dall’attuale 3,95% al 3,68%, per chiudere l’anno al 2,68% a dicembre 2024. Se ciò avvenisse, la rata del mutuo medio presa in esame passerebbe dai 750 euro attuali ai 731 euro di marzo 2024, per poi arrivare a dicembre 2024 a 660 euro.

Le prossime mosse della Bce saranno quindi determinanti per migliaia di famiglie poiché la platea di italiani in difficoltà potrebbe crescere ulteriormente; sempre secondo l’indagine, tra chi ha un mutuo a tasso variabile, quasi uno su due ha dichiarato che potrebbe avere seri problemi con i pagamenti se le rate rimarranno a lungo su questi livelli. Addirittura, più di 90mila famiglie di sicuro non riuscirebbero a rimborsare le rate. Non manca chi, per alleggerire il peso, ha deciso di estinguere parzialmente il mutuo (6,4%) e chi, invece, ha allungato la durata del finanziamento (4%).

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